Barolo, Orlando Pecchenino assolto in appello dall’accusa di frode

2021-10-29T14:46:23+01:0029 Ottobre 2021 - 14:46|Categorie: Vini|Tag: , |

Torino – Erano stati condannati a sei mesi di reclusione per non aver rispettato il rigido disciplinare della produzione del vino Barolo. Era stata questa la sentenza che il tribunale di Cuneo aveva emesso, in primo grado, nei confronti dei fratelli Orlando e Attilio Pecchenino, vignaioli di Dogliani imputati per frode in commercio. Ora la Corte d’Appello di Torino ha ribaltato la sentenza: il 26 ottobre i produttori sono stati assolti con formula piena, perché il fatto non sussiste. L’accusa riguardava circa 500 hl di Nebbiolo da Barolo annate 2013 2014 e 2015 con menzioni Bussia e Le Coste di Monforte in botti per l’invecchiamento, collocati nella cantina aziendale di Monforte d’Alba, e in parte pronti per essere imbottigliati: erano stati sequestrati perché, secondo l’accusa risalente al 2016, sarebbero stati vinificati non a Monforte ma a Dogliani (Cuneo), ad appena 300 metri fuori dalla zona di origine del vino stesso. Nel 2018, Orlando Pecchenino, per ragioni di opportunità, aveva deciso di dimettersi dalla carica di presidente Consorzio di tutela del Barolo, Barbaresco, Alba Langhe e Dogliani.

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