Caporalato digitale (4): la Procura di Milano chiede documenti a sette gruppi, tra insegne della Gdo e colossi della ristorazione

2026-02-26T11:49:17+01:0026 Febbraio 2026 - 11:49|Categorie: in evidenza, Retail|Tag: |

Milano – Si allarga l’inchiesta sul caporalato digitale: dopo il controllo giudiziario di Foodihno-Glovo, è toccato a Deliveroo (leggi qui). Ma oltre al commissariamento, la Procura di Milano cerca anche di fare luce sulle aziende che utilizzano i servizi della nota piattaforma. Secondo quanto scrive Repubblica, non c’è solo il tema dello sfruttamento da parte delle multinazionali della consegna a domicilio, ma potrebbero essere coinvolte anche realtà della Gdo e colossi della ristorazione. Nel mirino del pm Paolo Storari ci sono Esselunga, Carrefour, Crai, McDonald’s, Burger King, Kfc, Poke House. I Carabinieri del lavoro si sarebbero infatti presentati nelle sedi delle aziende (attualmente non indagate) con una “richiesta di consegna” di documenti. 

I gruppi sono in “rapporti contrattuali” con Deliveroo, dato che si avvalgono dei rider per le loro consegne, dunque la procura starebbe valutando il loro coinvolgimento. Secondo Storari “è necessario vagliare i modelli organizzativi”. I documenti richiesti ai big della ristorazione e alle insegne della Gd sarebbero: l’organigramma delle società, le normative aziendali interne, le procedure di accreditamento dei fornitori, i verbali degli organismi di vigilanza, i codici di condotta, la rete di segnalazioni del whistleblowing, le attività di audit interne.

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