Bologna – Il Ccpb sceglie d’investire sempre più sul Mediterraneo, al fine di sostenere lo sviluppo di un’economia fondata sul biologico. Anche quest’anno, di conseguenza, l’ente ha organizzato una tre giorni di formazione con lo staff delle cinque società satelliti dislocate in Egitto, Libano, Marocco, Tunisia e Turchia. Realtà locali che forniscono tutti i servizi di certificazione offerti da Ccpb, a cominciare da quello sull’agricoltura bio. “Il Mediterraneo per Ccpb è un’area strategica”, spiega Fabrizio Piva, amministratore delegato dell’ente con sede a Bologna. “Si tratta di Paesi con un’agricoltura importante, anche se non sviluppata come quella italiana ed europea, ma che proprio per questo può avere margini di crescita consistenti”. In tutta l’area del Mediterraneo si contano già 600 aziende certificate e, nel complesso, le cinque società partner del Ccpb sviluppano un fatturato di oltre 500mila euro, dando lavoro a 35 persone tra dipendenti e personale ispettivo.
Ccpb: il biologico come risorsa per lo sviluppo del Mediterraneo
RepartoGrafico2017-10-25T18:33:17+01:0026 Ottobre 2017 - 09:00|Categorie: Bio|Tag: Ccpb, Mediterraneo|
Post correlati
The Bridge lancia una bevanda biologica a base di avena senza glutine e zero zuccheri
20 Febbraio 2026 - 12:27
Biofach 2026: in scena, a Norimberga, fino al 13 febbraio la fiera del biologico
10 Febbraio 2026 - 10:00
Federbio esprime soddisfazione per l’intesa sul ‘Marchio del biologico italiano’
9 Febbraio 2026 - 11:37