Roma – Cala il consumo di alcol giornaliero ma aumenta quello occasionale. Dove spopolano aperitivi e superalcolici, mentre il vino tocca il punto piu’ basso. Dal 1995 al 2012, infatti, i consumi sono passati da 55 a 39 litri pro capite. E la colpa non è solo della crisi e dei cambiamenti negli stili di vita, ma anche di anni di criminalizzazioni e divieti non mirati che hanno penalizzato fortemente il mondo del vino. E’ quanto afferma in una nota la Confederazione italiana agricoltori (Cia), in merito al rapporto diffuso dall’Istat su ‘L’uso e l’abuso di alcol in Italia’. Per la Confederazione, infatti, lo ‘sballo’ alcolico, soprattutto tra i ragazzi, è causato dall’assunzione di liquori e cocktail ed è legato a doppio filo a mode pericolose come il ‘binge drinking’. Per questo – spiega la nota – oggi serve un’adeguata informazione per educare, in particolare le nuove generazioni, a un bere sano. Bisogna affermare la logica di una degustazione consapevole e moderata del vino Made in Italy, che fa parte della nostra storia e delle nostre tradizioni. (NC)
Cia: “Educhiamo i giovani a un bere sano”
RepartoGrafico2013-04-18T18:38:35+01:0018 Aprile 2013 - 18:38|Categorie: Vini|Tag: alcolici, cia, istat, super alcolici|
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