Roma – “Nel 2025 oltre mezzo miliardo di chili di olio d’oliva hanno attraversato le frontiere italiane, deprimendo i prezzi dell’extravergine nazionale, alimentando inganni ai danni dei cittadini consumatori e favorendo un mercato opaco in cui prosperano trafficanti di olio e pratiche illegali”. È l’allarme lanciato da Coldiretti all’Auditorium Parco della Musica di Roma, dove l’associazione ha riunito 3mila agricoltori. All’iniziativa hanno partecipato il presidente Ettore Prandini, il segretario generale Vincenzo Gesmundo e il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri. “Emblematico il caso dell’olio tunisino”, continua la nota di Coldiretti, “i cui arrivi sono aumentati del 40% nei primi dieci mesi del 2025, con un prezzo medio di circa 3,5 euro al chilo. Un dumping che scarica sull’anello più debole della filiera – gli olivicoltori – il peso di una concorrenza sleale, costringendoli spesso a vendere al di sotto dei costi di produzione”.
Altro tema è quello delle nocciole: per Coldiretti “è necessario aumentare i controlli per evitare che nocciole importate diventino magicamente italiane”. Nei primi dieci mesi del 2025 sono arrivati in Italia oltre 81 milioni di chili di nocciole straniere, per metà dalla Turchia, Paese spesso sotto osservazione per residui di aflatossine e per il mancato rispetto dei diritti dei lavoratori.
“Olio e nocciole sono due simboli di una battaglia più ampia: oggi solo il 3% dei prodotti alimentari extra Ue viene sottoposto a controlli. Da Roma Coldiretti rilancia quindi la richiesta di un cambio di passo deciso: più controlli alle frontiere, obbligo di indicazione dell’origine su tutti gli alimenti in commercio nell’Unione Europea e cancellazione della norma dell’ultima trasformazione sostanziale del codice doganale che consente di “italianizzare” prodotti stranieri con trasformazioni minime”, conclude l’associazione.