Washington (Usa) – Valanghe di richieste di rimborsi dopo che la Corte Suprema degli Stati Uniti ha dichiarato illegittimi i dazi voluti dall’amministrazione di Donald Trump (approfondisci qui). In 10 mesi, come scrive Repubblica, le tariffe avevano garantito oltre 130 miliardi di dollari di entrate federali, con il presidente che rivendicava più volte: “L’America è più ricca”. Ora però per la Casa Bianca si apre il fronte più delicato: la restituzione delle somme e una grande mole di contenziosi.
Scrive Repubblica, citando il Wall Street Journal, che sarebbero almeno 1.800 le aziende che si sono già rivolte ai legali per ottenere il rimborso, e il numero cresce di giorno in giorno. Tra i grandi gruppi che hanno presentato richiesta figurano, tra gli altri, il big americano del retail Costco e la società di trasporti FedEx. Complessivamente i dazi avrebbero interessato oltre 300mila importatori.
Gran parte dei ricorsi confluirà davanti alla Corte per il Commercio Internazionale di New York, chiamata a gestire un carico eccezionale di cause. Negli atti depositati alla Corte suprema, il governo aveva promesso rimborsi integrali comprensivi di interessi in caso di bocciatura. Ma lo stesso Trump ha già preannunciato una lunga battaglia legale.
Non tutte le imprese – incluse molte attive nell’agroalimentare – sono pronte ad attendere anni. Secondo Repubblica, alcune si accontentano di rimborsi parziali, altre cedono i crediti a società finanziarie incassando subito il 70-80% del dovuto, trasferendo il rischio del contenzioso.