Esselunga vs Comune di Aprilia (Latina): la contesa sulla Tari arriva in Cassazione. Perchè interessa tutto il retail

2026-02-05T15:39:17+02:004 Febbraio 2026 - 15:49|Categorie: in evidenza, Retail|Tag: , , |

Roma – La contesa giudiziaria tra Esselunga e il Comune di Aprilia (Latina) approda all’ultimo grado di giudizio: la Cassazione. All’origine del dissidio il pagamento della Tari (tassa sui rifiuti) per il parcheggio, richiesto dal Comune per l’anno 2021, scrive il sito locale Il caffè.

Alla Corte di Cassazione si è arrivati dopo che il Comune di Aprilia ha  ricevuto due pronunce favorevoli, prima dalla Commissione tributaria provinciale di Latina e poi dalla Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Lazio, con sentenza depositata il 22 maggio 2025 che ha confermato la legittimità di una Tari di 31.709 euro, di cui 10.158 relativi alle superfici (coperte e scoperte) destinate alla sosta dei veicoli.

Secondo Esselunga, le superfici per il parcheggio delle auto sarebbero utilizzate esclusivamente per la sosta e il transito, dunque sarebbero “prive di una autonoma e apprezzabile produzione di rifiuti urbani, con conseguente esclusione dall’imposizione Tari”, sottolinea il sito. “Una ricostruzione che i giudici tributari non hanno condiviso, ritenendo che la destinazione a uso pubblico dei parcheggi comporti, in via presuntiva, la produzione di rifiuti e che la documentazione prodotta dalla società non sia stata sufficiente a superare tale presunzione”.

La sentenza del 2025 richiama l’orientamento della Corte di Cassazione, che con una decisione del luglio 2024 ha stabilito come i parcheggi aperti al pubblico siano in linea di principio soggetti a Tari, essendo frequentati da persone e veicoli, dunque potenzialmente produttivi di rifiuti.

Il ricorso in Cassazione, da quanto si apprende, è stato depositato dalla catena nel dicembre 2025. E la questione pare di un certo interesse per tutte le catene perchè coinvolge qualsiasi attività commerciale: ricordiamo che nel caso specifico Esselunga potrebbe trovarsi a pagare oltre 10mila euro solo per la raccolta rifiuti nell’area parcheggi. Con in più la difficoltà dell’onere della prova, che spetta proprio a Esselunga.

 

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