Faro dell’Antitrust sulle partecipazioni di Ieg (Fiere di Rimini e Vicenza)

2020-06-10T11:16:16+02:0010 Giugno 2020 - 08:30|Categorie: Fiere|Tag: , |

Roma – L’autorità garante della concorrenza e del mercato, nel bollettino dell’8 giugno, ha pubblicato una segnalazione sulle partecipazioni di Italian Exhibition Group. In particolare, nel mirino dell’authority sono finiti il comune di Rimini, la provincia di Rimini, e la Camera di commercio della Romagna. Ovvero i soci pubblici di Rimini Congressi Srl, partecipata appunto dal Comune di Rimini (per il 35,58% attraverso la società controllata, Rimini Holding Spa.), dalla Provincia di Rimini (per il 32,50%) e dalla Camera di commercio della Romagna (per il 31,92%). Rimini Congressi, da quanto risulta dagli atti, oltre a detenere la maggioranza relativa del capitale della società Ieg (49% circa), esercita il 66,03% dei diritti di voto in assemblea. Quindi, rileva l’Antitrust, “detiene il controllo ex art. 2359 c.c. della società”. Fin qui tutto bene. Il problema è che, prosegue il bollettino, “con delibere dell’aprile 2018, l’assemblea generale e il Consiglio di amministrazione di Ieg hanno stabilito l’acquisizione del 60% della società Prostand Srl. e, per il tramite di quest’ultima, del 100% della Colorcom Allestimenti Fieristici Srl. Si tratta di società attive nel settore dell’allestimento di stand per fiere, congressi ed eventi in generale”. Queste partecipazioni sono state oggetto di un rilievo della Corte dei conti nel 2018, che sottolineava “la necessità di considerare nei prossimi provvedimenti di ricognizione ordinaria, le partecipazioni societarie possedute tramite questa [Rimini Congressi, ndr], quindi la stessa Italian Exhibition Group”. L’Antitrust rileva in proposito “specifiche criticità sotto il profilo della concorrenza”, sottolineando l’esigenza di “razionalizzazione” delle partecipazioni pubbliche “mediante un’individuazione stringente degli scopi statutari che le società a partecipazione pubblica possono perseguire e degli ambiti di attività in cui è ammesso costituire società o mantenere partecipazioni pubbliche”. Il bollettino dell’authority nota che “le partecipazioni detenute da Ieg in società che svolgono servizi ulteriori, quali quelli dell’allestimento di stand per fiere, per congressi ed eventi in generale […] non appaiono direttamente ascrivibili alle sopra richiamate finalità istituzionali”. Quindi le società in questione (Prostand e Colorcom) devono stare sul mercato con le normali dinamiche di concorrenza, e le partecipazioni devono “essere oggetto di dismissione”. I tre enti hanno informato l’autorità di ritenere legittimo il proprio operato, principalmente per l’assenza di controllo pubblico su Ieg e per la sua natura di società quotata. Ma l’authority ha disposto l’impugnazione dell’atto al Tar dell’Emilia Romagna.

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