Feudi di San Gregorio riporta la viticoltura nel Parco archeologico di Pompei

2026-02-03T11:30:08+01:003 Febbraio 2026 - 11:30|Categorie: Vini|Tag: , , |

Pompei (Na) – Oggi al ministero dell’Agricoltura la presentazione del progetto che riporterà la viticoltura all’interno del Parco Archeologico di Pompei, grazia al partenariato pubblico-privato siglato con Tenute Capaldo-Feudi di San Gregorio.

Il progetto, come scrive Il Sole 24 Ore, prevede la ristrutturazione degli 1,5 ettari di vigneto già presenti all’interno degli scavi, cui se ne sommeranno altri quattro, ma anche la creazione di una nuova cantina in seguito alla ristrutturazione di un fabbricato denominato ‘Stabiae’, che si trova nel parco ma non ha valenza archeologica.

“Ci siamo aggiudicati un bando e ora avremo questa opportunità di riportare il vino là dove è sempre stato”, il commento di Antonio Capaldo (foto), Ad di Tenute Capaldo, che ha ristrutturato le vigne con la consulenza di Attilio Scienza, docente universitario di viticoltura all’Università di Milano, ricostruendo le forme di allevamento antiche.

“Pompei era il crocevia delle culture etrusca e greca e abbiamo così mantenuto le due diverse tipologie di coltivazione”, spiega ancora Capaldo. “Nell’ettaro e mezzo all’interno dell’area archeologica avremo un vigneto giardino con impostazione divulgativa. Le vigne invece piantate ex novo saranno con forme di allevamento più razionale metà Guyout e metà cordone speronato, tutte a piede franco e più produttive. Le varietà impiantate saranno quelle tipiche di quest’area: Aglianico, Greco, Fiano e Piedirosso. Puntiamo a produrre a regime 30mila bottiglie. Usciremo con i primi vini nel 2029”.

 

 

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