Firenze – Il 2025 è stato l’anno con il volume di insaccato più alto: 2milioni 550mila chilogrammi di impasto atto a diventare Finocchiona Igp una volta stagionato.
Per la prima volta, la denominazione abbatte il muro di un milione di pezzi insaccati, fermandosi poco sopra un milione e 36mila pezzi (+5,73% rispetto al 2024) e confermando una crescita positiva del +11% di prodotto elaborato nell’ultimo quinquennio (2021-2025). Una produzione che si traduce in una solida crescita del prodotto certificato ed immesso sul mercato (un milione e 960mila chilogrammi) pari al +4,79% rispetto all’anno precedente. Torna a crescere anche il dato complessivo del prodotto confezionato sottovuoto che chiude -a doppia cifra (+15%) arrivando così a 738mila chilogrammi confezionati.
Nel corso del 2025, sono state confezionate 4 milioni 865 mila vaschette, segnando una crescita del 34,9% rispetto al 2024.
L’Italia si conferma, così, il primo mercato di riferimento per la Finocchiona Igp con il 68,2% delle quote (-1,2%) e oltre 1milione e 330mila chilogrammi di prodotto certificato (+2,9% in volume).
Da segnalare, in ambito export, l’avvio delle vendite negli Stati Uniti d’America. Un risultato celebrato dal Consorzio che ha subito colto l’opportunità presentando il prodotto nella più importante kermesse a stelle e strisce: il Summer Fancy Food Show di New York (presenza già riconfermata per l’edizione in agenda nel 2026).
In un mercato Ue che cresce a volume (+1,5% pari a 519mila chilogrammi) e un mercato extra Ue in sostanziale equilibrio rispetto al 2024 (circa il 5,2% delle quote totali di export), la Germania si conferma il principale Paese estero di destinazione con il 20,8% del certificato totale e un volume di 407mila chilogrammi esportati (+24,4%).
Secondo gradino del podio in trend positivo per l’Inghilterra (+4,11% rispetto al 2024 e 66mila chilogrammi stimati di prodotto consumato nel 2025 con una quota del 3,4% del totale certificato). Chiude la Svezia con 25mila chilogrammi e una contrazione del 20% rispetto al 2024 a cui seguono i paesi del centro Europa (tra cui Belgio, Olanda e Francia). Ulteriori Paesi di riferimento sono la Svizzera e il Canada, che registra una promettente crescita del 4,2% rispetto all’anno precedente.