Guerra in Medio Oriente, criticità logistiche per Trevalli Cooperlat: 20 i container bloccati destinati ai Paesi del Golfo

2026-03-19T16:46:03+01:0019 Marzo 2026 - 16:46|Categorie: Formaggi, in evidenza|

Jesi (An) – La guerra nel Golfo Persico, scoppiata lo scorso 28 febbraio, sta impattando anche sul settore lattiero caseario. In una nota stampa, Trevalli Cooperlat, realtà cooperativa agroalimentare, tra i primi gruppi lattiero caseari italiani, fa sapere che sono venti i container bloccati, destinati ad Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Qatar. L’azienda dice che sono molte le incertezze operative: tratte di navigazione non praticabili, porti chiusi o congestionati e il rischio concreto che le merci possano rimanere ferme in scali intermedi, con conseguenti costi aggiuntivi.

“Per la nostra cooperativa l’export rappresenta circa il 30% del fatturato complessivo e l’attuale situazione sta generando un impatto significativo, con merci bloccate e costi extra che al momento stiamo valutando”, ha spiegato il presidente di TreValli Cooperlat Massimo Stronati. “A seguito della chiusura dello Stretto di Hormuz, una nave diretta al porto di Hamad (Qatar) non ha potuto completare il proprio viaggio ed è stata dirottata verso un porto in India, in attesa di nuove indicazioni operative; è attualmente in fase di valutazione anche il dirottamento di alcuni container verso il porto di Jeddah, con successivo trasporto via terra fino al Qatar ed Emirati”.

Trevalli Cooperlat fa sapere che parte delle spedizioni sono ferme anche a Cipro.

Lo stazionamento prolungato nei porti, unito alla mancanza di compagnie di navigazione disponibili ad accettare nuove prenotazioni, si sta traducendo in un’impennata di costi legati a carburante, elettricità e tariffe per il transito in aree considerate a rischio, con conseguente difficoltà anche nel reperire coperture assicurative. Oltre all’impatto economico, determinato dai maggiori costi, occorre anche gestire la giacenza di prodotti alimentari per loro natura deperibili.

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