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Il pagellone della Distribuzione moderna / Carrefour SV

2025-12-23T12:05:36+01:007 Gennaio 2026 - 08:58|Categorie: in evidenza, Retail|Tag: |

CARREFOUR: SV

 

Il 2025 è stato indubbiamente un anno particolare per Carrefour Italia, con l’accordo vincolante per la vendita al gruppo NewPrinces, in luglio, e il via libera definitivo l’1 dicembre, a cui è seguito anche il cambio di denominazione in Princes Retail e una perentoria lettera ai fornitori sullo stop agli “extra-fattura” e sul contesto di “forte deflazione”. Va detto che la questione dei rapporti Gdo-Idm è complessa e di lunga data: ci sono in ballo centrali nazionali e locali. Un sistema che non può essere cambiato in un sol colpo, almeno dal nostro punto di vista.

Quanto al 2025, difficile dare i voti alla crescita e alle strategie in un anno di transizione. Forse si potrebbero valutare i primi mesi, quando i rumors sulla cessione erano presenti ma non così insistenti, ma poi da luglio lo scenario è completamente cambiato. Tutto, a partire dal management, è stato un po’ congelato e non c’è stato un evento clou per le future strategie come il Salone Carrefour. Segnaliamo inoltre l’uscita di un player importante per il franchising come Etruria Retail (400 pdv), che ha preferito approdare in Selex.

Per il resto, Angelo Mastrolia sa il fatto suo e ha anche quotato la controllata Princes alla Borsa di Londra, con risultati ancora da capire e con una iniezione di liquidità importante da parte della stessa NewPrinces: 200 milioni di euro. Al di là dell’idea, affascinante, di integrare industria e distribuzione, bisognerà vedere come il modello prenderà forma, che spazio avrà la Mdd e in quali categorie, e soprattutto come verranno trattati i fornitori, peraltro anche competitor di NewPrinces. L’insegna Carrefour rimarrà al massino fino a fine 2028, per poi cedere il posto a GS. “La rete di Carrefour Italia rappresenta un’infrastruttura commerciale strategica per il rafforzamento del presidio territoriale del Gruppo”, si legge nella nota che annuncia il closing dell’operazione, l’1 dicembre. Per lo sviluppo della catena, la casa madre francese ha reinvestito 237,5 milioni di euro una tantum, mentre NewPrinces ha dichiarato che investirà 200 milioni, “destinati a iniziative di sviluppo, innovazione logistica e rinnovamento del brand”, spiega la nota del 24 luglio 2025 dopo l’annuncio dell’operazione.

Ricordiamo che l’insegna ha chiuso il 2024 con una perdita di 150 milioni. Insomma, i numeri e le risorse per fare bene ci sono, ma potrebbero non bastare se la visione imprenditoriale non sarà abbastanza accorta e in grado di tenere conto di tutti i fattori: il peso degli ipermercati, in alcuni casi poco profittevoli; la concorrenza agguerrita nei territori, in particolare in Lombardia; l’inedito ruolo di cliente-fornitore del gruppo; l’evoluzione dei rapporti con i punti vendita in franchising, che sono la maggioranza.

(F.R.)

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