Il pagellone della Distribuzione moderna – Eurospin: voto 6

2022-01-10T09:17:27+01:0010 Gennaio 2022 - 08:05|Categorie: in evidenza, Retail|Tag: , |

Eurospin: voto 6

A cura di Luigi Rubinelli (LR) e Angelo Frigerio (AF)

Il giudizio di LR

Il gruppo Eurospin è rappresentato da Eurospin Italia Spa, con funzioni di holding e gestione delle attività strategiche di acquisto, assicurazione qualità, ricerca e sviluppo, formazione, logistica, marketing, merchandising, controllo di gestione, elaborazione dati, progettazione, espansione; della holding fanno parte cinque società italiane (Spesa Intelligente, Eurospin Tirrenica, Eurospin Lazio, Eurospin Puglia, Eurospin Sicilia) e la slovena Eurospin Eko. I proprietari sono Pozzi della lombarda Dugan, Mion della veronese Migross, Odorizzi della cooperativa trentina Dao (che aderisce anche a Conad) e Barbon della trevigiana Vega (che aderisce anche a Vègè). Eurospin registra un fatturato di 6,3 miliardi, in aumento rispetto ai 5,9 miliardi del 2019, la rete di vendita ha superato le 1.200 unità, i franchisee sono più di 300, ma non si conoscono i dati di gestione, ogni franchisee di Eurospin possiede in genere 1,5 punti di vendita.

La crescita della quota di mercato

Nel 2011 la quota di mercato di Eurospin era il 3,5% dell’intero mercato della Gdo, con il decimo posto nel rank generale. Lo scorso anno la quota di mercato è stata del 6,5% e la catena si trova al sesto posto. Se consideriamo solo i discount è al primo posto con il 31,79%. La crescita, inutile commentarla, è stata sbalorditiva, come si vede bene nei dati di Mediobanca. Se non è prima negli indici finanziari, è seconda. Bisogna poi ricordare che nel 2004 ha aperto il primo negozio in Slovenia e nel 2020 in Croazia. È di fatto l’unico retailer italiano andato direttamente all’estero.

Voto: 8

Lo sviluppo dei format

Il concept di Eurospin varia molto a seconda che il punto di vendita sia di proprietà o in franchising. Gli ultimi pdv presentano reparti a servizio di gastronomia, di pescheria e di macelleria talmente curati da far impallidire i migliori competitor. Il non food ha una dimensione più addomesticata rispetto ai competitor tedeschi, con punte di prodotti di buon livello. È cambiata anche la comunicazione, adesso più curata con una presentazione e una immagine impensabile alcuni anni fa.

Voto: 7

Lo sviluppo delle Mdd

Le marche di fantasia sono tante, sembra di essere all’Ikea perché nessuna si somiglia nemmeno nella radice. La qualità più volte provata è accettabile, ma la lettura delle etichette è impegnativa e alcune volte i conti non tornano. Finalmente Eurospin ha dichiarato che non farà più le aste al doppio ribasso che l’hanno resa antipatica alla community del retail della Gdo, ma non ha mai avuto un’eco nei social media, anzi pare che il prezzo basso, particolarmente basso in alcune categorie, sia un aspetto positivo e i suoi clienti, sembra, non si chiedano l’origine di tanto ribasso.

Voto: 5

L’approccio alla sostenibilità

Sul sito non c’è nessun accenno di bilancio sostenibile. L’incidenza del costo del lavoro è una delle più basse nelle classifiche di Mediobanca e anche questo dovrebbe far pensare. I quattro fondatori mi devono permettere un pensiero: possibile che tanta ricchezza prodotta non possa essere riservata anche a progetti veri di responsabilità sociale, ambientale e se volete anche spirituale? Va bene essere dei bravi imprenditori, ma un pensiero verso la società intesa non solo come consumatori non guasterebbe e arricchirebbe davvero l’immagine di una grande catena come è Eurospin.

Voto: 4

I servizi al cliente

Il sito online dedicato alla vendita del non food assicura che le migliori occasioni si trovano nel sito e non nei negozi, una promessa che è mantenuta. La parte del sito dedicata ai viaggi è ricca, ma non sempre la descrizione dei pacchetti è chiara. I prezzi sono molto bassi, ma bisognerebbe provare le singole proposte.

Voto: 6

Il commento di AF

Alcuni anni fa lanciammo, in una newsletter, la campagna: ‘Basta con l’asta’. Chiedevamo al Governo di intervenire su una pratica, portata avanti proprio da Eurospin, che metteva in concorrenza i fornitori tramite l’asta a doppio ribasso. A distanza di anni la Commissione Europea e il nostro Governo hanno stabilito che tale ‘formula’ è da considerarsi vessatoria ed è quindi vietata. Malgrado questo, riceviamo dai fornitori numerose lamentele sul comportamento dei buyer. Pare abbiano precisi ordini di non ricevere nessuno nelle varie sedi e di negoziare tramite offerte vincolanti. Con il prezzo del prodotto che diventa la variabile primaria per la scelta. Nulla di illegale, sia ben chiaro. Però un approccio meno selettivo e più ‘aperto’ forse migliorerebbe i rapporti con i fornitori.

Note di metodo

Il metodo utilizzato per comporre questa classifica prende in considerazione: la crescita della quota di mercato, lo sviluppo dei format e delle Mdd (le marche del distributore), l’approccio alla sostenibilità, i servizi al cliente. Nelle varie categorie i voti vanno da 1 a 10. Abbiamo scelto di osservare solo i primi 10 retailer con le prime 10 quote di mercato (Guida Nielsen Largo Consumo 1° semestre 2021) e i rimanenti tre (Aspiag, Crai, D.It) tratti dalle quote di mercato del canale supermercati. L’analisi si compone di un giudizio, a cura di Luigi Rubinelli (LR), e di un commento, a cura di Angelo Frigerio (AF). La revisione e alcuni giudizi e commenti sono stati affidati a Federico Robbe (FR).

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