Il pagellone della Distribuzione moderna – Gruppo Selex: voto 6/7

2022-01-10T15:40:25+01:0013 Gennaio 2022 - 08:00|Categorie: in evidenza, Retail|Tag: , |

Gruppo Selex: voto 6/7

A cura di Luigi Rubinelli (LR) e Angelo Frigerio (AF)

Il giudizio di LR

Selex è un gruppo di aziende e di imprenditori (e di molti buoni e capaci dirigenti in periferia) con una lunga storia alle spalle. L’ingresso di Gabrielli dello scorso anno rivela la capacità di unire più aziende, diversissime fra loro, attratte da un metodo di lavoro particolare basato sul pragmatismo e sul mestiere di base, senza troppi voli pindarici e senza troppa pubblicità. Lo scambio di informazioni è continuo e forse questo è proprio il plus principale.

La crescita della quota di mercato

Nel 2011 Selex aveva una quota di mercato dell’8,1%. Oggi ha toccato il 14,5% ed è al secondo posto nel rank nazionale. È un gruppo multicanale e con il 22,3% di quota di mercato nei supermercati dimostra l’ancoraggio al core business del canale preferito dalle persone per fare la spesa. Negli ipermkt è al terzo posto con il 11,47% dopo Esselunga (di fatto i superstore) e Coop. I suoi ipermercati variano da insegna a insegna e da territorio a territorio e nel tempo hanno cercato di adattarsi alle mutate esigenze di acquisto e di consumo. Francamente il non food appare non all’altezza del food e delle sue performance. Nel discount ha una quota del 4,61%, mentre nel libero servizio del 9,27%. Da non sottovalutare la presenza nei cash and carry.

Voto: 8

Lo sviluppo dei format

Essendo Selex un gruppo con aziende diverse fra loro, i format di vendita non sono omologabili e andrebbero letti insegna per insegna. Mercatò di Dimar in Piemonte ha una sua fisionomia, certamente diversa da quella di Alì in Veneto e molto diversa dai Famila e le altre insegne di Brendolan o Cestaro o da Gabrielli nelle Marche-Abruzzo o dal Gigante in Lombardia. Possiamo dire che l’aderenza al territorio è la loro forza. Negli ultimi anni sono stati diversi i tentativi di creare nuovi concept come i Mega, i Gala. Una nota a parte, per parlare di innovazione di formato, meritano sia Cadoro sia Italmark sia Alì per lo sviluppo nei freschi e nei reparti a servizio. E poi bisogna ricordare Sole365 associato a Megamark, una delle poche insegne italiane di Everydaylowprice, capace di imporre la sua visione sui freschi e l’ortofrutta in un territorio nel quale le promozioni distruggono valore ogni giorno.

Voto: 7

Lo sviluppo delle Mdd

Sono sempre state storicamente un tallone di Achille del gruppo sia per la Mdd nazionale, Selex, sia per i brand di fantasia delle singole società. Eppure la diversificazione orizzontale e verticale operata dalla Centrale nazionale sembra essere ideale per lo sviluppo ulteriore. Forse, forse, prevale ancora un poco la volontà anarchica di non scrivere per bene Selex su tutte le linee, come Saper di sapori (i prodotti tipici del territorio), Storie di gastronomia o le Vie dell’uva nei vini

Voto: 6

L’approccio alla sostenibilità

Anche Selex ha un proprio bilancio sociale o di sostenibilità. È però una mera elencazione di attività fatta dai singoli soci (alcune francamente vicine al green washing) senza alcuna certificazione riconosciuta a livello nazionale o internazionale. Ed è un vero peccato perché, a livello di gruppo, è stato il primo retailer a chiedere l’abbassamento dell’Iva per gli assorbenti già qualche anno or sono. Forse converrebbe moltiplicare le attività centrali parlando di sostenibilità e applicarle in periferia.

Voto: 6

I servizi al cliente

Le vendite on line sono gestite centralmente dal sito CosìComodo. La copertura delle zone del click&collect e dell’home delivery sono a macchia di leopardo, nonostante alcune imprese associate si siano cimentate in questi servizi sin dall’inizio.

Voto: 6

Il commento di AF

Nel corso dell’assemblea annuale dei soci, Selex ha presentato un preconsuntivo 2021 che vede un fatturato previsto di 16,7 miliardi di euro (+3,1% rispetto al 2020). Per il 2022 le imprese Selex hanno stanziato investimenti per 460 milioni di euro, destinati all’apertura di 95 punti vendita, di cui 53 fra superstore e ipermercati come pure alla ristrutturazione di 97 unità esistenti. Sempre nel corso dell’assemblea, il direttore generale Maniele Tasca ha così ribadito: “Gli investimenti sul fronte della marche del distributore prevedono il completamento delle attività di rinnovo del packaging in chiave ecosostenibile”. Sarebbe ora, visto che da questo punto di vista Selex non brilla. Le previsioni per il 2022 sono di un fatturato di 17,1 miliardi di euro e una crescita del 2,4%.

Note di metodo

Il metodo utilizzato per comporre questa classifica prende in considerazione: la crescita della quota di mercato, lo sviluppo dei format e delle Mdd (le marche del distributore), l’approccio alla sostenibilità, i servizi al cliente. Nelle varie categorie i voti vanno da 1 a 10. Abbiamo scelto di osservare solo i primi 10 retailer con le prime 10 quote di mercato (Guida Nielsen Largo Consumo 1° semestre 2021) e i rimanenti tre (Aspiag, Crai, D.It) tratti dalle quote di mercato del canale supermercati. L’analisi si compone di un giudizio, a cura di Luigi Rubinelli (LR), e di un commento, a cura di Angelo Frigerio (AF). La revisione e alcuni giudizi e commenti sono stati affidati a Federico Robbe (FR).

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