Sermide (Mn) – I listini dei bovini da carne risultano in calo nonostante la disponibilità limitata. Davide Maran, direttore commerciale della Cooperativa Zootecnica Scaligera, commenta questo scenario di mercato a Teseo by Clal, sottolineando tre fattori all’origine del ribasso. “Il primo elemento ribassista è legato ai consumi, che sono molto bassi. Siamo giusto entrati nel periodo di Quaresima, i prezzi delle carni bovine sono stati piuttosto alti rispetto a carni molto più concorrenziali come la suina e la Gdo in questi frangenti si trova in difficoltà nel definire politiche promozionali o leve in grado di dare una spinta efficace alla vendita”.
Inoltre, “rispetto al passato registriamo un mercato di animali vivi per la macellazione che entrano in Italia dall’Europa Orientale e che fanno concorrenza diretta su tagli, cosce, lombi, impedendo una corretta valorizzazione del prodotto nazionale. Negli ultimi anni il flusso dalle stalle dell’Est era in prevalenza diretto verso i mercati emergenti; riversandosi in Italia ha creato un calo dei listini”, continua Maran.
Infine, “nei mesi scorsi ci siamo trovati in forte difficoltà per i ristalli, in quanto la Lsd [dermatite nodulare bovina, ndr] ha bloccato per un periodo le esportazioni di broutard dalla Francia verso l’Italia (leggi qui), creando da un lato un’impennata dei prezzi di approvvigionamento e dall’altro provocando uno squilibrio nel calendario degli ingrassi. Oggi alcuni big player nazionali si ritrovano con le stalle con un numero di capi significativo da collocare, la distribuzione che non riesce a canalizzarli adeguatamente per un forte rallentamento della domanda e, di conseguenza, il prezzo dei bovini da carne si ritrova a dover fare i conti con dinamiche di contrazione”.
Fonte immagine: Teseo by Clal