Milano – Svolta nell’inchiesta su Equalize (leggi qui), agenzia che offriva servizi di dossieraggio con socio di maggioranza Enrico Pazzali (leggi qui), ex presidente di Fondazione Fiera Milano. Come riporta Repubblica, Pazzali viene considerato dai Pm “l’ideatore” e il “promotore” della fabbrica dei dossier illegali. La Procura di Milano ha infatti chiesto il processo con l’accusa di associazione a delinquere e accesso abusivo a sistema informatico. Rinvio a giudizio anche per altri 12 indagati. Nel corso delle indagini l’elenco di personaggi e società coinvolte, tra ‘spioni’ e ‘spiati’ è arrivato a circa 1.000.
Pazzali, secondo l’accusa, procacciava “importanti clienti” data la sua “fitta rete di relazioni”. Venivano così realizzati dossier, attingendo alle banche dati delle forze dell’ordine e ai database dell’Agenzia delle entrate “per acquisire illecitamente dati e informazioni su centinaia di persone”. Lo scopo, secondo i pm, sarebbe “il profitto” dalla vendita dei dossier ma anche ricatti “per condizionare e influenzare politica e imprenditoria” o “danneggiare l’immagine dei concorrenti professionali e imprenditoriali” dello stesso Pazzali.
Difeso dall’avvocato Federico Cecconi, Pazzali ha più volte ribadito di non saper nulla di quanto facessero l’ex superpoliziotto, Carmine Gallo, deceduto ai domiciliari per un infarto, e l’hacker Samuele Calamucci, rinviato a giudizio. I giudici del Riesame hanno però escluso che non fosse a conoscenza dei fatti.
Tra gli ‘spioni’ indagati, si legge su Repubblica, ci sono Leonardo Maria Del Vecchio per lo spionaggio dei familiari per l’eredità e della ex compagna, l’ex capo dell’ufficio legale di Eni, Stefano Speroni, il generale della Gdf Cosimo di Gesù, che avrebbe acquisito, su “richiesta” di Pazzali, dalla banca dati della Finanza dati riservati su più società, oltre a manager di varie società come Erg, Barilla, Heineken per “controllare” i dipendenti.