Washington D.C. (Usa) – Con una sentenza storica, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha posto un argine all’unilateralismo di Donald Trump, invalidando i dazi emergenziali imposti sotto l’egida dell’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA) del 1977. Tuttavia, quella che a prima vista appare come una restaurazione dell’ordine giuridico internazionale, nelle reazione delle prime ore sembra generare grande instabilità, rimettendo in discussione l’impianto degli accordi transitori siglati nel 2025, e lasciando diverse filiere in una sorta di limbo normativo. Secondo fonti interne all’amministrazione Usa, Trump avrebbe già attivato percorsi legislativi alternativi, immaginando una nuova architettura protezionistica. Il rischio è che nell’attesa delle decisioni definitive la UE si trovi di fronte a una sorta di paralisi de facto del ciclo di export della primavera 2026. La partita è insomma tutt’altro che vinta: il freno legale all’unilateralismo del presidente Usa rischia di trasformarsi in una guerriglia commerciale sotterranea. Occorre insomma capire, sin dai prossimi giorni, se il fine degli accordi transitori del 2025, provocata indirettamente dalla sentenza, esponga le filiere agricole europee a ritorsioni indiscriminate che potrebbero colpire i prodotti simbolo del Made in Italy in qualsiasi momento.
La Corte Suprema contro Trump / 1 Perché la vittoria in tribunale crea ancora più incertezza
federico2026-02-23T09:06:15+01:0023 Febbraio 2026 - 09:06|Categorie: in evidenza, Mercato|Tag: Corte suprema, donald trump|