Lo Stato dell’Arizona vende le quote Unilever per ‘boicottaggio’ nei confronti di Israele

2021-09-14T14:40:52+02:0014 Settembre 2021 - 14:40|Categorie: Dolci&Salati, Mercato|Tag: , , |

Phoenix (Usa) – 93 milioni di dollari in obbligazioni Unilever, vendute dallo Stato dell’Arizona. Che ha intenzione di ‘liberarsi’ anche dei restanti 50 milioni impegnati con la multinazionale. A determinare questa manovra, annunciata dal Tesoriere di Stato Kimberly Yee, la decisione della divisione Unilever Ben & Jerry’s (gelateria) di chiudere i propri impianti nei territori contesi in Israele (leggi qui). Una legge statale del 2019, infatti, impedisce alle agenzie governative di intrattenere affari o investimenti oltre i 100mila dollari con qualsiasi azienda che boicotta Israele o i suoi territori. Oltretutto, i governatori americani hanno subìto pressioni da parte dell’Israeli-American Council (Iac) for Action. Il cui direttore esecutivo, Joseph Sabag, ha definito il ritiro “un boicottaggio antisemita”, sottolineando l’importanza di contrastarlo a livello istituzionale. Prima di passare ai fatti, Kimberly Yee spiega di aver scritto al Dipartimento delle relazioni con gli investitori di Unilever per avvertire delle conseguenze, nonostante l’autonomia decisionale di Ben & Jerry’s. “Ho dato a Unilever un ultimatum per entrare in conformità con la legge dell’Arizona: invertire l’azione di Ben & Jerry’s o disinvestire da Ben & Jerry’s. Oppure affrontare le conseguenze”. Con una lettera del 2 agosto, Unilever ha di fatto scelto la seconda opzione. Affermando di non voler boicottare Israele, ma al tempo stesso di non voler cedere Ben & Jerry’s, divisione che opera in autonomia. L’Arizona, però, non è il solo stato americano ad avere ‘regolamenti anti-boicottaggio’. A luglio, anche l’Illinois ha avvisato la multinazionale di invertire la rotta entro 90 giorni, in alternativa liquiderà le proprie quote Unilever. E potrebbe seguire una lunga lista di Stati americani.

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