Macchinari italiani, il conflitto nel Golfo frena ordini e investimenti

2026-04-08T11:22:35+02:008 Aprile 2026 - 11:22|Categorie: Mercato, Tecnologie|Tag: , , , , |

Dubai – Il conflitto in Medio Oriente rischia di colpire in modo diretto il comparto dei macchinari, tra i più esposti del made in Italy nei Paesi del Golfo. L’area rappresenta infatti uno sbocco strategico per i costruttori italiani, soprattutto per le tecnologie. Ma il deterioramento del quadro geopolitico sta ora frenando commesse, investimenti e decisioni d’acquisto. A preoccupare le imprese, spiega Repubblica, non è soltanto il rallentamento della domanda, ma soprattutto l’incertezza, tornata a essere il vero fattore dominante. Come osserva Alessandro Fontana, direttore del Centro studi di Confindustria, “questo doveva essere l’anno della ripresa di consumi e investimenti, ma il contesto internazionale ha cambiato lo scenario”.

Per i costruttori di macchine il problema è doppio: da un lato l’instabilità sui mercati esteri, dall’altro l’aumento dei costi energetici e delle materie prime, che rende difficile fissare prezzi e margini. Non a caso Ucimu parla di una “caotica impasse”. Il presidente Riccardo Rosa sottolinea che “le aziende vedono i costi crescere senza sapere quali prezzi applicare, mentre i clienti restano in attesa di capire come evolverà la situazione. Su questo quadro pesano anche le criticità legate a Transizione 5.0, tra vecchi incentivi bloccati e nuovi strumenti in ritardo”.

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