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Mastrolia: “Vi spiego la strategia e il posizionamento di Carrefour/Gs”

2026-03-16T12:00:06+02:0016 Marzo 2026 - 08:57|Categorie: in evidenza, Retail|Tag: , , |

Di Angelo Frigerio e Luigi Rubinelli

 

Angelo Mastrolia, presidente del Gruppo NewPrinces, ha accettato senza reticenze questa intervista. Ha risposto a tutte le domande, anche quelle più spinose, e alcune volte ha ripetuto la sua risposta in altre parole. Per essere sicuro che avessimo ben capito le sue intenzioni.

 

Come sta procedendo la ristrutturazione dello scaffale sia negli ipermercati sia nei supermercati di Carrefour? In che modo la state attuando?

La ristrutturazione della nostra offerta commerciale, e quindi dell’assortimento, deve coprire tutte le esigenze di consumo: dai prodotti premium, al mainstream, ai primi prezzi. Questi ultimi dovranno affrontare in profondità anche la sfida commerciale e di prezzo ai discount. Stiamo analizzando sia l’ampiezza sia la profondità, sia le diverse location della nostra rete di vendita.

 

La nuova scala prezzi che sarà introdotta come sarà composta: marchi industriali NewPrinces, marchi industriali altri, private label, primi prezzi?

Voglio essere chiaro a questo proposito: in più di 10 categorie i nostri brand hanno un rapporto qualità/prezzo eccellente. Stiamo valorizzando i nostri marchi nel modo più opportuno, ma sarà il mercato a recepirne il valore e a dirci se abbiamo ragione.

 

Com’è possibile passare dall’attuale 24% di incidenza delle marche del distributore di Carrefour al 50% delle Mdd GS in tre anni?

Per farlo penso sia sufficiente guardare alle esperienze internazionali e agli standard raggiunti da diversi retailer nord europei. Chi ha raggiunto questi standard sta addirittura accelerando sullo sviluppo delle Mdd. È quello che vogliamo fare anche noi. Parliamoci chiaro: oggi non c’è differenza di valore fra i prodotti dell’Idm, Industria di marca, e quelli delle Mdd, i nostri prodotti. Tutto dipende da come si comunicano e come li si fanno vivere sugli scaffali.

 

Certo. Ma come farete a passare dal 24 al 50%?

È una questione di volontà, strategica e operativa. In Italia molti consumatori sono ancora appassionati alle marche, ai brand industriali. Ma se li mettessero a confronto con le Mdd si accorgerebbero che sono sostanzialmente eguali, soprattutto nella qualità.

 

Non pensa che ci siano troppi brand fra le private label Carrefour?

Ci stiamo riflettendo. Entro breve prenderemo delle decisioni per rendere chiaro lo sviluppo delle Mdd.

 

È già stato introdotto in Carrefour il net net nell’alimentare e il listino triplo netto alle aziende del non food? Eliminerà davvero tutti gli extra-fattura come ha promesso?

Francamente il listino triplo netto non so cosa sia. Stiamo invece ragionando sul net net che nel freschissimo e nei freschi ha una incidenza del 95% e nello scatolame, food e non food, è di circa il 60%. Stiamo cercando di ridurre in diversi modi gli sconti extra fattura proposti dalle grandi imprese multinazionali. Ma non è semplice perché è un sistema di sconti storico in Italia, in vigore da molto tempo, cosa che invece non avviene nei paesi più avanzati, commercialmente parlando. Comunque stiamo lavorando per regolare tutti gli sconti extra fattura mensilmente e non più annualmente. Lo dico senza remore: tutti i retailer e gli industriali che ho incontrato auspicano il net net, ma nessuno vuole arrivarci davvero. Alcuni imprenditori mi hanno detto che per arrivare al net net devo svalutare il magazzino. Vero, ma durerà solo un anno, poi la gestione del net net diventerà normalità. Per noi è una questione di trasparenza che ogni singola azienda deve abbracciare.

 

Si stanno diffondendo voci sulla possibilità che l’industria presenterà un listino infra-anno per le conseguenze del conflitto iraniano. Qual è la posizione di Carrefour al riguardo?

Negli ultimi anni, ma anche in precedenza, l’inflazione ha premiato le aziende performanti, sia dell’Idm sia della Gdo: lo dicono i bilanci. Sono preoccupato per gli effetti dell’inflazione ma fino a un certo punto perché, riguardando tutta la filiera a monte e a valle, non tutti sono pronti ad affrontarla.

 

Cosa farete per favorire gli acquisti da parte degli operatori dell’Horeca?

Gli ipermercati diventeranno degli hub con offerte diversificate e convenienti anche per l’Horeca.

 

Localmente alcuni vostri negozi in franchising hanno chiuso e altri stanno chiudendo. Cosa sta succedendo?

È vero, alcuni di loro avevano forti difficoltà. Da parte nostra stiamo assorbendo alcuni negozi passandoli da franchising a diretti e li riconvertiremo con nuovi modelli operativi. Il modello di franchising precedente di Carrefour era generalista, il nostro è specialista. Guardiamo con attenzione al modello Eurospin: avremo partner solidi che condivideranno con noi un percorso comune.

 

Princes Retail è interessata solo all’area 1 e 2 dell’Italia o a tutta l’Italia?

Soprattutto all’area 1 e 2, ma fino al Lazio e guardando alla Sardegna, tutte le reti saranno consolidate.

 

La scelta di riportare in vita il marchio GS diventa vitale per voi: come verrà rilanciato e quindi comunicato al pubblico? Quali valori vuole veicolare?

I nostri valori saranno: servizio, qualità, vicinanza, anche fisica, a 360°. Pensate a che a Milano e provincia abbiamo 156 punti di vendita, siamo la prima catena e lo saremo ancor più sottolineando la vicinanza dei nostri punti di vendita alle persone.

 

A dicembre il presidente di Centromarca, Francesco Mutti, ha affermato: “Non credo ci si possa ‘inventare’ distributori, credo che occorra una cultura profonda e specifica che i nostri retailer hanno, reinventarsela da industriali è qualcosa che va al di là della mia capacità di comprensione”. Cosa pensa di questa affermazione?

Ho incontrato Francesco Mutti settimana scorsa con i suoi collaboratori. Abbiamo avuto una discussione gradevole. Lui ha ragione: non si può inventare un mestiere dal nulla, ma abbiamo acquisito una azienda che ha una storia da vendere e un mestiere riconosciuto dal mercato. Io non sono il mago Silvan… ma ho un progetto verticale, una filiera produttore-distributore da sviluppare.

 

Che risultati raggiungerà il gruppo nella gestione del 2025?

I migliori di sempre, non posso dire di più perché siamo un’azienda quotata in Borsa, ma lo vedrete alla pubblicazione dei bilanci.

 

Quali sono i piani di sviluppo per le aziende recentemente acquisite, Plasmon e Diageo?

Sia Plasmon sia Diageo sono brand di tutto rispetto, Diageo ha una capacità produttiva unica nel suo genere per alcolici, superalcolici e no-alcol: lavorerà sia per i suoi marchi sia per le Mdd della Gdo.

 

Avete altre acquisizioni in vista?

Guardiamo con attenzione a diversi mercati.

 

Ma quante ore lavora, al giorno, Angelo Mastrolia?

[Angelo Mastrolia sorride divertito, ndr] Dalle 8 di mattina alle 18.30 la sera. Alcune volte salto l’ora di pranzo. Ma non sono mai il primo che arriva e l’ultimo che va via.

 

 

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