Düsseldorf (Germania) – Nel quarto trimestre del 2025 i mercati europei dei materiali per imballaggi flessibili hanno registrato nuovi ribassi dei prezzi, riflettendo una domanda finale ancora debole e un contesto macroeconomico incerto. Secondo l’indice delle materie prime di Flexible Packaging Europe (Fpe) – l’associazione dei produttori europei di imballaggi flessibili – i prezzi minimi trimestrali sono diminuiti per la maggior parte dei substrati rispetto al trimestre precedente: la carta patinata su un lato ha segnato un calo del 3%, il BOPA del 2%, mentre BOPP e BOPET hanno registrato flessioni di circa il 5,8%. In difficoltà anche i mercati del polietilene, con prezzi medi dell’HDPE in calo del 6% e dell’LDPE del 5% rispetto al terzo trimestre. L’unica eccezione è stata il foglio di alluminio, che ha mostrato un aumento dell’1% su base trimestrale, sostenuto dall’incremento dei prezzi dei lingotti e dei premi spot.
Su base annua, i livelli di prezzo restano generalmente inferiori a quelli del quarto trimestre 2024. Gli operatori segnalano pressioni competitive elevate e tentativi dei produttori di sostenere i volumi in un mercato debole. Anche il comparto del polietilene ha evidenziato fondamentali fragili, nonostante una temporanea ripresa della domanda a inizio trimestre. Guido Aufdemkamp, direttore esecutivo di Fpe, commenta così il quadro emerso: “il quarto trimestre 2025 è stato caratterizzato da adeguamenti dei prezzi su ampia scala per i substrati e i materiali per imballaggi flessibili. La combinazione di una domanda finale stagnante e di incertezze geopolitiche consente solo una prospettiva piuttosto stabile che ottimistica per il settore degli imballaggi flessibili nel 2026”.