Nestlé, Danone e Lactalis richiamano latte in polvere per l’infanzia in tutto il mondo: allerta per contaminazione da cereulide

2026-02-04T12:53:55+01:0027 Gennaio 2026 - 11:55|Categorie: Mercato|

Milano – A inizio gennaio, Nestlé, il colosso alimentare svizzero, ha disposto il richiamo precauzionale di diversi lotti di latte artificiale per neonati in oltre 60 Paesi del mondo. La misura precauzionale era dovuta alla possibile presenza di cereulide, una tossina che causa nausea e vomito. Nelle settimane successive, anche Lactalis ha disposto il ritiro di sei lotti del proprio marchio di latte per neonati Picot, distribuiti in 18 Paesi, per la presenza di cereulide. E Danone ha confermato il richiamo mirato di alcuni lotti a causa di una potenziale contaminazione dalla medesima tossina in Europa e Asia. La notizia sta causando il calo dei titoli dei tre colossi e potrebbe costare a Nestlé oltre un miliardo di euro di danni.

Già a inizio dicembre, Nestlé France aveva annunciato il richiamo del latte in polvere per l’infanzia prodotto nello stabilimento di Nunspeet, nei Paesi Bassi, per sospetta contaminazione da cereulide. Dalla fine di dicembre, dunque, tutti i produttori di baby formula stanno effettuando analisi del rischio. Le contaminazioni infatti potrebbero, in tutti i casi rilevati, essere ricondotte a un solo fornitore cinese di olio Ara (acido arachidonico), ingrediente comunemente utilizzato nel latte in formula, come riporta Euronews.

In Francia, oltretutto, le autorità stanno indagando per verificare se vi sia un nesso con la morte di due neonati e il consumo di latte in polvere Nestlé. Ma il ministero della Salute ha già fatto sapere a Euronews Health che non è stato stabilito alcun nesso causale dal punto di vista scientifico. Alcune associazioni di consumatori, comunque, hanno accusato la multinazionale di scarsa trasparenza e di ritardi negli obblighi di allerta pubblica, secondo Euronews.

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