Regolamento imballaggi, Scordamaglia (Filiera Italia): “Testo definitivo inapplicabile, rischio paralisi per il sistema alimentare”

2026-02-23T11:32:44+01:0023 Febbraio 2026 - 11:32|Categorie: Tecnologie|Tag: , , , |

Bruxelles (Belgio) – Il nuovo Regolamento Ue 2025/40 su imballaggi e rifiuti da imballaggio, in vigore da agosto 2026, segna un cambio di paradigma per la filiera agroalimentare. Con obblighi stringenti su progettazione, riciclabilità e minimizzazione del packaging. Un passaggio che impatta direttamente su industria di trasformazione e Gdo, chiamate a rafforzare verifiche, tracciabilità e dichiarazioni di conformità lungo tutta la catena di fornitura.

Per Luigi Scordamaglia, ad di Filiera Italia, il giudizio è netto: “Inaccettabile”. Come spiega a Repubblica Affari&Finanza, nel testo definitivo sarebbero rientrati, tramite “documenti interpretativi”, elementi non condivisi a livello politico. In particolare, “la dichiarazione di conformità fatta così rischia di provocare una paralisi: la filiera degli imballaggi è così complessa che risulterà inapplicabile”.

Tra i nodi più sensibili anche le misure su riuso e consumo fuori casa. Entro il 12 febbraio 2027, come ricorda Affari&Finanza, bar e ristoranti dovranno consentire ai clienti di utilizzare contenitori propri per l’asporto a condizioni “non peggiorative” e dal 2028 offrire un’opzione in imballaggio riutilizzabile. Una scelta che, secondo Scordamaglia, presenta criticità ambientali: “il riuso degli imballaggi alimentari al posto del riciclo comporterà un +64% di consumo d’acqua e il +91% di emissioni di CO2”. Il rischio, avverte, è che i maggiori costi di gestione e sanificazione si traducano in rincari lungo tutta la filiera, “compresi i consumatori”.

Torna in cima