Salvataggio Acque Minerali d’Italia: intervengono i fondi Magnetar e Clessidra

2021-01-12T09:53:33+01:0012 Gennaio 2021 - 09:53|Categorie: Beverage|Tag: , , , , , , |

Milano – Il fondo americano Magnetar e l’italiano Clessidra tentano di salvare Acque Minerali d’Italia, la holding proprietaria dei marchi Norda, Sangemini e Gaudianello. È quanto riportato dalla testata finanziaria online BeBeez. Il gruppo, controllato dalla famiglia Pessina, è stato ammesso alla procedura di concordato in bianco il 13 marzo 2020 dal Tribunale di Milano. Il coinvolgimento dei due operatori è indicato espressamente nel piano di concordato in continuità depositato da Acque Minerali d’Italia a fine dicembre 2020. L’operazione, si legge, “prevede l’acquisizione da parte degli investitori di una partecipazione complessivamente pari all’80% del capitale della società attraverso la sottoscrizione da parte dei fondi di un aumento di capitale da liberarsi in denaro, per un importo complessivo compreso tra 48,5 e 50 milioni di euro, con il 20% del capitale che resterà alla famiglia Pessina”. In dettaglio, l’impegno prevede il versamento di 35 milioni da parte di Magnetar, che diventa azionista di maggioranza con il 56% delle quote azionarie, e di 15 milioni da parte di Clessidra, che otterrà il 24%. Il piano prevede anche che verranno rimborsati 64,4 milioni di euro su un debito complessivo pari a 187,5 milioni di euro, di cui 55 milioni di debiti verso le banche. Acque Minerali d’Italia, riporta BeBeez, aveva chiuso il 2019 con ricavi netti consolidati per 102,5 milioni di euro, un Ebitda negativo di 1,9 milioni e una perdita netta di 76 milioni di euro, mentre il dato preliminare del 2020 è di 55,4 milioni di euro di ricavi netti, con un Ebitda negativo di 3,6 milioni e una perdita netta di 35 milioni. Il piano industriale prevede un ritorno a un Ebitda positivo nel 2021 e il ritorno all’utile nel 2024, con un 106,3 milioni di euro di ricavi, un Ebitda di 17,3 milioni e un utile di 7,1 milioni a fine piano nel 2026.

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