Siglato accordo commerciale tra Usa e Argentina. A rischio la tutela di alcune Ig prevista dal trattato col Mercosur

2026-02-17T12:12:53+01:0017 Febbraio 2026 - 12:12|Categorie: in evidenza, Mercato|

Buenos Aires (Argentina) – È stato siglato, lo scorso 5 febbraio, un accordo commerciale fra Stati Uniti e Argentina denominato Arti (Agreement on Reciprocal Trade and Investment). Il patto consentirà ai due paesi di incrementare gli scambi e gli investimenti. In particolare, l’Argentina garantirà una via d’accesso preferenziale ad alcuni beni d’esportazione Usa, come farmaci e dispositivi medici, prodotti chimici, macchinari, prodotti IT, veicoli e, soprattutto, un ampio numero di prodotti agricoli.

Un contenuto cruciale dell’accordo, però, riguarda l’impegno, preso dall’Argentina, a non limitare l’accesso al proprio mercato a formaggi e carni di origine statunitense per via della loro denominazione. Viene cioè garantito l’accesso a prodotti genericamente chiamati ‘asiago’, ‘grana’, ‘gorgonzola’, ‘parmesan’ o ‘pecorino’, per quanto riguarda i formaggi, o ‘capicola/capocollo’, ‘mortadella’, ‘pancetta’ e ‘prosciutto’ per quanto riguarda i salumi.

L’accordo mette dunque a rischio la tutela in Argentina di alcune indicazioni geografiche italiane ed europee, oggetto di imitazione negli Stati Uniti. Occorre, infatti, sottolineare che, al contrario dell’Arti, l’accordo recentemente siglato tra Unione Europea e Mercosur, di cui l’Argentina fa parte, prevede il riconoscimento di 344 indicazioni geografiche europee, vietando imitazioni e termini, simboli, bandiere o immagini fuorvianti. Secondo una nota di Coldiretti e Filiera Italia, le Dop italiane più a rischio sono Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Prosciutto di Parma e Prosciutto di San Daniele.

“L’intesa commerciale stipulata tra Usa e Argentina”, commentano le due associazioni, “che apre il mercato sudamericano ai falsi a stelle e strisce – dal Grana al Parmesan, dalla Fontina al Gorgonzola, dall’Asiago al Pecorino fino alla Mortadella – cancella di fatto la protezione accordata dal Mercosur alle eccellenze a indicazione d’origine italiane ed europee, compromettendo l’intera intesa”. Aggiungono inoltre che “il via libera argentino rafforza ulteriormente i rischi per l’agroalimentare italiano legati all’Accordo Mercosur, anche alla luce dell’assenza del principio di reciprocità e della mancanza di una clausola di salvaguardia automatica. Ciò consentirebbe l’importazione a dazio zero di prodotti che non rispettano le stesse regole imposte agli agricoltori europei, dall’uso di pesticidi vietati da anni nella Ue al mancato rispetto dei diritti dei lavoratori e della tutela ambientale”.

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