Stop al Greenwashing: nuove regole con il decreto che recepisce la Direttiva Ue

2026-03-25T11:15:29+02:0025 Marzo 2026 - 11:13|Categorie: in evidenza, Mercato|Tag: , |

Roma – Il 24 marzo 2026 è entrato in vigore il decreto legislativo n. 30/2026, che introduce nuove regole contro il Greenwashing, cioè le comunicazioni ingannevoli sulla sostenibilità dei prodotti. L’obiettivo è rendere le informazioni più chiare e affidabili per i consumatori.

Il provvedimento recepisce una Direttiva europea e modifica il Codice del consumo, rafforzando la tutela contro le pratiche commerciali scorrette legate a temi ambientali e sociali. In sostanza, non sarà più possibile usare slogan vaghi come ‘eco’ o ‘green’ senza prove concrete e verificabili, come si legge su Altalex e come confermato anche da Osservatorio Bilanci di Sostenibilità.

Cambiano anche le regole sulla pubblicità ingannevole. Da ora in poi, saranno considerate scorrette non solo le informazioni false, ma anche quelle poco chiare o incomplete sugli impatti ambientali. Ad esempio, dichiarazioni sulla neutralità climatica dovranno essere supportate da piani concreti, con obiettivi misurabili e verifiche indipendenti, come sottolineano Altalex e La Voce.

Il decreto interviene anche sulle cosiddette omissioni ingannevoli: quando si confrontano prodotti “più sostenibili”, le aziende dovranno spiegare come è stato fatto il confronto e su quali dati si basa. Tra le pratiche vietate rientrano anche l’uso di etichette ambientali non certificate, le affermazioni generiche non dimostrabili e i claim basati solo sulla compensazione delle emissioni.

Un altro aspetto importante riguarda le informazioni prima dell’acquisto: i consumatori dovranno essere informati su durata, riparabilità e aggiornamenti dei prodotti, favorendo scelte più consapevoli e sostenibili, come evidenziato da Altalex.

Le nuove regole si applicheranno pienamente dal 27 settembre 2026, lasciando alle imprese alcuni mesi per adeguarsi.

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