Berlino (Germania) – Preannunciati a più riprese, sono ormai un dato di fatto i rimbalzi in positivo dei prezzi dei suini europei. Trainati come spesso accade dalla Vezg tedesca che dal 19 febbraio ha aumentato il prezzo della carcassa di 5 cent a settimana (arrivando a 1,60 euro/kg il 5 marzo, +10,3% in tre settimane), i maiali del continente hanno registrato queste performance nell’ultimo mese: carcassa belga +11,8% (1,52 euro/kg, BPG), vivo belga +12,6% (1,25 euro/kg, Danis), vivo olandese +6,6% (1,21 euro/kg, DCA 2.0, e qui manca l’ultima quotazione di febbraio, presumibilmente al rialzo), carcassa olandese +12,4% (1,36 euro/kg, Vion), vivo spagnolo +13,4% (1,145 euro/kg) Mercolleida. Rimangono fuori dal coro soltanto i danesi (1,21 euro/kg, Danish Crown) e i francese (1,41 euro/kg, MPF). Dopo la debacle registrata tra gennaio e febbraio, i segnali di ripresa sono insomma sempre più consistenti.
E si riversano in modo netto sui tagli. Sempre nelle ultime quattro settimane, in Olanda: +19 centesimi le cosce, -5 i carrè (che recuperano di 3 centesimi i -8 di inizio febbraio), +21 le coppe in osso, +29 le disossate, +14 le spalle, +7 i ritagli (compensano i -9 dei tronchetti, ma registrati a inizio mese e i -10 dei filetti, anch’essi concentrati nella prima parte). In Belgio: +11 le costine, +10/+11 i lardi, +12 le pancette, +10 le coppe, +13 i garetti, +13 le spalle, + 3 le coppe, +6 i fegati.