Sunstein (Harvard Law School): “Troppe informazioni in etichetta. Scelta controproducente”

2020-08-10T12:51:25+02:0010 Agosto 2020 - 12:49|Categorie: Mercato|

Boston – Cass Sustein è un economista della Harvard Law School, già consigliere di Obama dal 2009 al 2012. A settembre uscirà il suo libro ‘Too much information: understanding what you don’t want to know’ (Mit Press). Un saggio destinato a far discutere, dove la tesi è che le informazioni obbligatorie in etichetta non sortiscono gli effetti sperati e, il più delle volte, sono perfino controproducenti. “I governi dovrebbero fare valutazioni più accurate su costi e benefici delle informazioni obbligatorie”, dichiara Sunstein in un’intervista al Venerdì di Repubblica. “La semplice scelta di informare, anche al di là del contenuto dell’informazione, può suonare allarmante per i consumatori, che quindi si astengono dall’acquistare un prodotto”, prosegue. L’economista sostiene che esplicitare le informazioni possa anche incoraggiare comportamenti rischiosi: “Sappiamo che negli Stati Uniti chi è più povero tende a ritenere che i suoi (pochi) soldi siano meglio spesi in cibi che offrono più calorie per dollaro. Quindi le etichette con le calorie, per questo tipo di consumatore, finiscono per incoraggiare l’acquisto dei cibi da fast food, e quindi per aumentare – invece che diminuire – l’obesità”. Anche gli effetti delle etichette ‘etiche’, ovvero relative a tonni pescati evitando la pesca accidentale dei delfini, sono tutti da dimostrare, secondo Sustein. “Il rischio è che permettano ai consumatori più sensibili di esprimere i loro ideali, senza un reale impatto sui delfini”. E poi bisogna considerare che: “Esistono consumatori che non cambieranno il loro comportamento d’acquisto qualsiasi cosa gli si dica. […] I governi potrebbero chiedere ai ristoranti di mostrare i rischi per la salute in modo più personalizzato, via app”.

In foto: Cass Sunstein

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