Terremoto Si Cobas (1): Arrestato il segretario nazionale, i conflitti venivano “creati artificiosamente”

2022-07-19T16:45:33+01:0019 Luglio 2022 - 16:45|Categorie: Mercato|Tag: , |

Piacenza – E’ stato arrestato il segretario nazionale del sindacato Si Cobas, Aldo Milani, assieme a tre dirigenti di Piacenza del medesimo sindacato Mohamed Arafat, Carlo Pallavicini e Bruno Scagnelli. Le accuse sono associazione a delinquere, violenza privata e a pubblico ufficiale , interruzione di pubblico servizio. L’indagine riguarda una serie di scioperi scattati nelle aziende dei colossi della logistica Gls, Amazon, Fedex-Tnt. I dirigenti, come riporta una nota della questura, sono accusati di avere intascato “i proventi derivanti dalle sostanziose conciliazioni lavorative e dal tesseramento dei lavoratori”. Secondo le inquirenti, gli indagati avrebbero fatto ricorso a “conflitti che venivano artificiosamente creati”. “Dietro i numerosissimi picchettaggi” – prosegue la nota della Polizia – “e azioni di protesta apparentemente rivolte alla tutela dei diritti dei lavoratori, si celavano azioni delittuose finalizzate ad aumentare sia il conflitto con la parte datoriale sia tra le opposte sigle sindacali, al fine di aumentare il peso specifico dei rappresentanti sindacali”. Non solo: i guadagni scaturiti dalle vertenze sindacali sarebbero serviti anche “per alimentare le figure intermedie dei delegati, da tenere a libro paga del sistema, con la prospettiva di ‘carriera’. Le singole multinazionali o i datori di lavoro di volta in volta interessati, venivano sottoposti ad una condizione di esasperazione che li costringeva ad accettare le richieste economiche che gli venivano fatte”. Altri indagati hanno ricevuto il divieto di dimora in provincia di Piacenza. Da quanto si apprende, i dirigenti sindacali si sarebbero “avvalsi delle loro posizioni all’interno dei sindacati per perseguire finalità di carattere strettamente personale, non esitando a mettere in pericolo l’incolumità dei loro adepti in proteste sempre più estreme, sfruttando anche mediaticamente le loro vicende giudiziarie, per perseguire obiettivi di potere ed arricchimento”.

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