L’insegna acquisisce la catena piemontese Borello. E punta al franchising di qualità per un ulteriore sviluppo. Il focus resterà su freschissimi, Mdd e hi-low. Con l’obiettivo di espandersi in Emilia Romagna. Intervista al direttore commerciale, Armando Strano.
Unes (Gruppo Finiper Canova) annuncia ufficialmente che procederà all’acquisizione di Supermercati Borello, storica realtà della distribuzione piemontese con 49 punti vendita (in media 600-700 mq) e un fatturato di oltre 171 milioni. L’accordo si chiuderà entro fine maggio: il primo passo prevede la costituzione di una NewCo, la cui totalità delle quote saranno successivamente acquisite da Unes Maxi. Nel corso della conferenza stampa dell’11 febbraio abbiamo incontrato Armando Strano, direttore commerciale di Unes, per approfondire le strategie di sviluppo dell’insegna.
Quali sono i risultati più recenti dell’insegna?
Il fatturato 2025 è pari a 1,1 miliardi di euro. Unes sta proseguendo il progetto di rebranding dei propri punti vendita, a cui nel 2026 sarà dato nuovo impulso. Nel corso dell’anno, infatti, saranno rinnovati circa 35 punti vendita della rete, con sei nuove aperture.
In quali aree del Paese?
Ci interessa molto l’Emilia Romagna. Per esempio, Unes non è conosciuta a Piacenza, mentre in Lombardia è uno dei marchi più noti. I negozi di quest’anno apriranno a Sud di Milano, e anche a Milano città, poi in Brianza e nella bergamasca. In particolare, da alcune indagini risulta che Milano non sia una piazza ancora satura.
Dato l’interesse per l’Emilia Romagna, state prendendo in considerazione i negozi Realco?
No, non siamo interessati, ma il piano è quello di aprire alcuni punti vendita in regione: abbiamo dei piani per il 2027-2028. Ci sono altre acquisizioni all’orizzonte? Sulle prossime acquisizioni faremo dei ragionamenti: certo è che Borello è un caso quasi unico. Una ‘perla’ gestita da un grande imprenditore del Nord Italia, con prodotti eccellenti. Ora dobbiamo anche consolidare l’operazione.
Lavorerete ancora sul franchising, come con la catena Arimondo in Liguria?
Puntiamo su collaborazioni di qualità. La vecchia formula di franchising, che si limita alla vendita di merce e a una speculazione sui margini, non ha più molto senso. Vogliamo accordi di partnership di maggior durata e con una condivisione di valori. È la prospettiva che ci ha insegnato il nostro fondatore, Marco Brunelli: valorizzare gli imprenditori, i prodotti a marchio e la vicinanza al territorio. Il franchising è un modo per svilupparci in territori in cui non siamo presenti, in accordo con imprenditori locali. Nelle varie situazioni teniamo sempre conto della forza dell’insegna locale: non abbiamo interesse a imporre per forza la nostra.
Prevedete dei cambi di insegna dei negozi Borello?
L’acquisizione non prevede alcun cambio di insegna: i pdv Borello manterranno infatti la loro identità e anche il fondatore, Fiorenzo Borello, rimarrà nel management con un ruolo ancora da definire. Anche il personale dei negozi verrà confermato.
A proposito di fornitori, ci saranno delle sinergie tra quelli di Unes e quelli di Borello?
Certamente. Le nostre PL sono già in vendita nei negozi Borello da gennaio, e i prodotti della catena piemontese verranno distribuiti nella rete Unes in Piemonte. Penso in particolare anche a prodotti di nicchia come il Nocciolino di Chivasso, un’etichetta che sarà disponibile nei 34 negozi Unes della regione.
Come immagina il supermercato del futuro?
Il supermercato che punta tutto sul prezzo non ha più senso di esistere: lo ha dimostrato bene l’esperienza di Fiorenzo Borello con i suoi negozi concentrati sul freschissimo. Bisogna offrire prodotti e servizi diversi rispetto ai competitor. Noi cerchiamo di essere distintivi e questo è possibile anche grazie ad alcune ‘commistioni’ interessanti.
Per esempio?
Nel pdv di Gaggiano, nel milanese, inseriremo Rom’Antica, la catena di pizzerie del gruppo Finiper. Abbiamo grandi brand e la chiave di volta è proprio valorizzare questi format, inserendoli nei contesti giusti per distinguersi nel mercato.
Ci saranno nuove aperture per il Viaggiator Goloso, che attualmente conta 11 punti vendita in Lombardia?
Torino potrebbe essere una città interessante, ma al momento non abbiamo in programma un’apertura. È un format che necessita della location giusta e non è facile trovarla.
L’Everyday low price è stato definitivamente abbandonato da Unes?
Sì, abbiamo intrapreso una nuova strada e andiamo avanti. Ma non intendiamo concentrarci solo sulle promozioni. Lavoriamo sulla convenienza con 1.000 articoli Mdd a prezzo ribassato e sulla valorizzazione dei freschissimi. Inoltre, è in atto un lavoro di revisione degli assortimenti dello scatolame. Stiamo lavorando anche sui volantini, che sono uno strumento importante, e naturalmente sulla Mdd, che oggi vale circa il 25%. Con l’obiettivo di arrivare al 30% grazie soprattutto all’incremento della Mdd mainstream, più che di quella premium VG.
In foto, da sinistra: Fiorenzo Borello e Armando Strano