Vinitaly, incoming in crescita soprattutto dal Nord America

2026-03-26T16:19:10+01:0026 Marzo 2026 - 16:19|Categorie: in evidenza, Vini|Tag: , , |

Roma – “Incoming confermato, e in qualche caso, come quello del Canada, aumentato”. Federico Bricolo, presidente di Veronafiere, apre così la presentazione della 58esima edizione di Vinitaly, in programma dal 12 al 15 aprile nei padiglioni del polo fieristico scaligero. “C’è la conferma della delegazione degli Stati Uniti, di quella dell’Asia, e una più robusta delegazione africana, che per la prima volta sarà a Verona in maniera così numerosa. La nostra continua a essere la fiera più importante del vino italiano nel mondo, uno straordinario hub di riferimento, con quattromila espositori, diciotto padiglioni interamente occupati, 100mila metri quadri espositivi, dove il meglio della produzione italiana viene rappresentata con la presenza di tutte le regioni. Ci aspettiamo stakeholder in arrivo da centotrenta paesi diversi”.

È proprio l’exploit della delegazione nordamericana l’highlight dell’incoming, anche grazie all’operato di Ice, se è vero che il presidente Matteo Zoppas ha sottolineato che due top buyer su tre presenti a Verona sono portati direttamente dall’attività di reclutamento svolta in giro per il mondo dall’Istituto per il Commercio Estero. Ma anche gli accrediti in crescita da India, Giappone, Thailandia, Vietnam, Corea del Sud, Singapore, Malesia e Filippine sono guardati con grande interesse, in un momento in cui le criticità per il nostro export sembrano determinate soprattutto dalle difficoltà generate dal conflitto del Golfo Persico. Uno sguardo molto attento è come sempre rivolto all’Europa, dove Germania, Paesi Scandinavi e dell’Est costituiscono piazze dove la centralità del vino italiano è già un dato di fatto, ma può ancora essere rafforzata.

Un forte focus verrà dedicato quest’anno ai nuovi trend di mercato. Debutta NoLo – Vinitaly Experience, spazio dedicato al segmento low-alcohol in forte ascesa, mentre il comparto distillati trova casa in Xcellent Spirits. La digitalizzazione del business passa invece per il nuovo Buyers Club e l’esordio di Bacco AI, strumenti pensati per ottimizzare il networking tra gli operatori professionali.

La conferenza stampa è stata ospitata dalla Sala della Lupa di Montecitorio, alla presenza del presidente della Camera Lorenzo Fontana, che ha rivolto un breve saluto agli ospiti, sottolineando, da veronese Doc, come Vinitaly confermi ogni anno la sua capacità di rinnovarsi e resta un punto di riferimento per il settore. “In un momento complesso, è fondamentale puntare su qualità e innovazione, aprirsi a nuovi mercati e promuovere una cultura del vino che ne riconosca il valore come prodotto identitario e simbolo dei territori, incoraggiando un consumo consapevole e responsabile”.

Presenti anche il presidente della Commissione Agricoltura della Camera, Mirco Carloni, e il presidente della Commissione Agricoltura, turismo, industria e produzione agroalimentare del Senato Luca De Carlo, nonché il sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi. Nel proprio intervento Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, ha voluto ricordare quale sarà il target della presenza istituzionale: “Quest’anno al Vinitaly celebriamo il risultato raggiunto della Cucina italiana patrimonio Unesco, di cui il vino è parte integrante. Il Masaf sarà presente con uno stand simbolico, una grande bottiglia che racconta che ‘Dentro c’è l’Italia’, con i suoi territori, l’arte, la cultura e il lavoro. È la base necessaria per avere una visione che non sia solo commerciale, ma anche culturale e identitaria, capace di aprire nuovi mercati valorizzando ciò che rende unico il vino italiano. Oggi il modo di consumare vino è cambiato, si beve meno ma meglio, e questa evoluzione va accompagnata con idee innovative e con una narrazione capace di rendere il vino sempre più compatibile con la sensibilità comune, senza rinunciare alla sua identità e al suo valore economico. Difendere e valorizzare il vino italiano significa sostenere le nostre filiere produttive, tutelare il lavoro e rafforzare il ruolo dell’Italia come riferimento mondiale della qualità”.

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