Roma – E’ giunto al suo epilogo il caso dei Wine Kit, veri e propri kit (lo dice il nome stesso) per prodursi da soli finto vino italiano in casa. La Corte di Cassazione ha confermato il precedente giudizio di condanna della Corte d’Appello di Bologna: quello del Wine Kit è quindi ufficialmente un inganno al consumatore, evocando un’inesistente origine italiana e una altrettanto inesistente provenienza da mosti di vini Doc, che invece non ci sono per nulla. Un classico caso di italian sounding truffaldino ha trovato soluzione. Si felicita Riccardo Ricci Curbastro, presidente Federdoc: “Dopo anni di battaglie legali contro questi famigerati wine kit, che avrebbero causato un danno di almeno 200 milioni di euro al settore vinicolo nazionale, apprezziamo fortemente questo risultato, che va nella direzione della trasparenza e della tutela del consumatore, ma anche della salvaguardia del vino italiano a livello internazionale”.
Wine Kit: anche per la Cassazione sono illeciti e ingannevoli per il consumatore
RepartoGrafico2020-03-17T16:35:50+01:0017 Marzo 2020 - 16:35|Categorie: Vini|Tag: Corte di Cassazione, Federdoc, Riccardo Ricci Curbastro, wine kit|
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