Winemonitor: Coronavirus e Brexit influenzano il consumo di vino italiano nel Regno Unito

2020-06-11T13:05:26+02:0011 Giugno 2020 - 13:00|Categorie: Luxury, Vini|Tag: , |

Londra (Uk) – Nei mesi del lockdown, 3 consumatori inglesi su 10 dichiarano di aver consumato meno vino italiano rispetto al periodo pre-quarantena, contro un 53% che non ha modificato le proprie preferenze di acquisto. È quanto emerge da un’indagine condotta da Wine Monitor, l’Osservatorio di Nomisma dedicato al mercato vinicolo, su 1.000 consumatori di vino in Gran Bretagna. Tra le principali ragioni della riduzione nei consumi c’è, secondo la ricerca, la chiusura di ristoranti e pub/wine bar. Il fuori casa incide infatti per il 45% del valore totale dei consumi alimentari in Gran Bretagna (in Italia è il 35%). Le altre motivazioni sono l’incremento dei consumi quotidiani e non più occasionali; la riduzione della frequenza di acquisto nei negozi e in Gdo; e i vincoli di bilancio familiare sempre più stringenti. Non troppo incoraggianti anche le prospettive per il post-lockdown, con il 17% dei consumatori che pensa di spendere meno per il vino una volta che riapriranno pub e ristoranti e il 28% che pensa di consumare meno vino perché uscirà di casa con meno frequenza rispetto a quanto faceva prima dell’epidemia. A incidere sulle prospettive per il nostro export vinicolo anche lo spettro del ‘no deal’. Dal 1° febbraio scorso in Paese è infatti uno ‘Stato terzo’ rispetto all’Ue, con la previsione di un regime transitorio fino al 31 dicembre 2020. “Quasi si percepisce la sensazione del governo britannico di voler ripartire da zero, sfruttando gli impatti derivanti dalla pandemia per riprogrammare l’intera politica economica e commerciale del Paese, con tutti i rischi però connessi”, dichiara Paolo De Castro, membro del UK Monitoring group del Parlamento Ue e componente del comitato scientifico di Nomisma. Con un valore superiore ai 3,4 miliardi di euro, il Regno Unito rappresenta il nostro quarto mercato di export di prodotti agroalimentari, di cui 770 milioni di euro legati al vino.

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