Assocaseari, il punto settimanale sul mercato: la crema estera in leggero rialzo

Cremona – L’analisi degli andamenti della scorsa settimana, a cura di  Assocaseari, mostra un mercato in controtendenza dopo le festività natalizie. Con le latterie, non più tenute a trovare una destinazione per la merce non lavorata, che chiedono dei rialzi: il prezzo della crema oscilla tra 1,70 e 1,75 €/kg, quello del latte crudo si ferma a 0,40 €/kg, e lo scremato a 0,23 €/kg. Prezzi intesi franco arrivo merce Nord Italia. Il mercato nazionale si caratterizza da pochissima domanda finale, con quelli che normalmente sono importanti compratori che diventano venditori. Con un mercato tale chi cerca merce paga i prezzi del bollettino, chi invece aspetta che gli venga offerta spunta 0.38 €/kg per il latte crudo e per la crema nazionale di qualità prezzi tra 1,65 e 1,70 €/kg. Privilegiato dunque l’acquisto di merce nazionale piuttosto di quella estera. Il latte scremato nazionale è abbastanza in linea con quello estero. Di seguito il commento integrale, firmato da Emanuela Denti e Lorenzo Petrilli:

  • I bollettini del burro di Kempten, dopo due settimane di chiusura, riaprono lasciando il prezzo invariato, 3,55 €/kg il minimo e 3,65 €/kg il massimo. I francesi ufficialmente hanno sempre quotato, ma comunque sempre a prezzo invariato, 3,60 €/kg. L’Olanda ha fatto un solo giorno di chiusura e ha riaperto mercoledì con un ribasso di € 0,04, per cui da 3,59 €/kg il nuovo prezzo è 3,55 €/kg. La media di questi tre bollettini è 3,583 €/kg. Il mercato reale è posizionato su 3,60 €/kg partenza, quindi in linea con i bollettini. Scarsa offerta di burro di siero, con il prezzo intorno a 3,30 €/kg. Difficile fare previsioni sui futuri sviluppi del mercato.
  • Per quanto riguarda il latte in polvere, il bollettino di Kempten segna un rialzo per l’uso alimentare, invariato l’uso zootecnico e il latte intero. Il bollettino olandese segna un ribasso per l’intero e lo zootecnico, mentre resta invariato l’uso alimentare. La Francia, come la Germania, segna un aumento per l’uso alimentare e lascia invariate le altre voci. Il mercato, invece, è più vario, con offerte per merce di buona qualità intorno a 2.700 €/Tons franco arrivo, ma vi sono anche latterie che chiedono per lo stesso prodotto 2.800 €/Tons o 2.820 €/Tons. Normalmente è difficile trovare differenze di prezzo di 120 €/Tons.
  • In Germania, il siero in polvere per uso zootecnico rimane stabile, in ribasso quello per uso alimentare. In Olanda è invariato, in Francia invece in ribasso quello per uso zootecnico. Sono molte le voci che dicono di grossi stock di siero in polvere
  • I bollettini europei dei formaggi sono rimati invariati. In Italia, quotazioni stabili nelle principali Borse Merci.

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