Assocaseari, il punto settimanale sul mercato: lieve rialzo delle quotazioni per latte crudo spot e panna

Cremona – Emanuela Denti e Lorenzo Petrilli di Assocaseari fanno il punto sulle dinamiche che hanno caratterizzato il mercato lattiero caseario nel corso dell’ultima settimana, con prezzi in leggero aumento per latte e creme e una apparente diminuzione della produzione in Italia. Di seguito il commento integrale:

· Sebbene qualcuno dica che i fondamentali non siano cambiati, sembrerebbe che il mercato abbia preso un’altra direzione. Secondo alcuni operatori, la raccolta di latte in Italia è diminuita rispetto a due settimane fa in un momento in cui la domanda sembra esplosa non solo in Italia ma anche in Nord Europa. Sia sul mercato italiano che sui mercati europei c’è meno disponibilità di materia prima per cui è diventato più complicato trovare latte e crema. Per il latte crudo spot, oggi si parla di 26 centesimi al litro, due settimane fa si trattava a fatica a 20 centesimi. Il latte scremato, che due settimane fa si vendeva a 0,085 euro/litro, oggi viene trattato a 0,150 euro/litro. La panna addirittura è passata nel giro di due settimane da 1,00 euro/Kg a 1,25 euro/Kg.
· Logicamente il burro risente immediatamente di questi aumenti della panna. In primo luogo lo vediamo dalle consegne allo stoccaggio privato che questa settimana con 2.880 tons circa (in totale da gennaio circa 74.500 tons) sono state la metà della settimana scorsa; in secondo luogo lo vediamo nei prezzi, dove il burro polacco, il più a buon mercato, due settimane fa veniva quotato a 2.300 euro/tons e oggi è quotato tra 2.450 e 2.500 euro/tons.
· Per quanto riguarda il latte in polvere, gli aumenti sono più dettati dalla speranza che non dalla realtà odierna. All’intervento, consegnate anche questa settimana oltre 16mila tons; in totale dall’inizio dell’anno, oltre 160mila tons a prezzo fisso più 27mila con asta. Ricordiamoci che dopo il cambiamento del regolamento, lo stoccaggio pubblico può ricevere fino a 218mila tons, ha quindi ancora spazio per 58mila tons e a questo ritmo significano 3-4 settimane. E dopo? Certo è che dal prezzo d’intervento, 1.680 euro/tons, siamo passati ad offerte per consegne sull’ultimo trimestre che oscillano tra i 1.900 e i 2.000 euro/tons.
· Sembra che sia aumentata molto l’esportazione di formaggio e questo potrebbe giustificare un’inferiore offerta di latte e crema. Un segnale che la produzione di formaggio sia aumentata è anche il fatto che vi sia nuovamente offerta di burro di siero, che per un po’ non è stato disponibile. Questa settimana sono state stoccate soltanto 134 tons di formaggio tra l’Olanda, la Francia e l’Irlanda; in totale dal 15 febbraio sono state offerte 42.205 tons di formaggio allo stoccaggio privato. Dai dati dell’Italia, aggiornati al 17 aprile, risultano stoccate dal 22 febbraio 25.169 tons. Secondo i bollettini europei, le quotazioni sarebbero in leggero calo (tranne quelle del cheddar che sono aumentate), ma sul mercato tutti parlano di aumenti. Bollettini italiani stabili, tranne un leggero calo per la quotazione del grana padano 10 mesi alla Borsa merci di Mantova e di Brescia.