Assocaseari, il punto settimanale sul mercato: scarsa la domanda di latte e burro

Cremona – L’analisi degli andamenti della scorsa settimana, a cura di  Assocaseari, rivela un mercato molto piatto, con grande disponibilità di latte e poca domanda. Consumi leggermente più bassi rispetto agli anni precedenti per tutti i prodotti, sia per effetto stagionale e minor presenza di turisti ma, come dice qualcuno, anche perché le dispense sono state riempite nel periodo del lockdown. Di seguito il commento integrale, firmato da Emanuela Denti e Lorenzo Petrilli:

-Il latte è il prodotto che ne sta risentendo maggiormente con pochi scambi e a prezzi tra 0,34 e 0,35 €/kg, in alcuni casi anche a 0,33 €/kg. La domanda di crema nazionale di qualità invece, un po’ per la gelateria e un po’ per le burrate o altro, si difende e viene sempre trattata intorno al bollettino di Milano. Anche per il latte scremato domanda inesistente. Suddetti prezzi sono da intendersi franco partenza. Il latte estero non viene neanche preso in considerazione dai buyer, non tanto per il prezzo quanto perché non ce n’è bisogno. Le offerte comunque oscillano tra 0,34 e 0,36 €/kg a seconda delle origini. Per la crema le variazioni di prezzo sono più notevoli visto che si va da 1,64 per la spagnola a 1,70 €/kg per la tedesca. Suddetti prezzi sono reso Nord Italia.

– Se per il latte e per la crema il mercato è piatto, non parliamo del burro, i cui listini sono invariati per la terza settimana consecutiva. Anche le offerte di mercato sono abbastanza stabili, con solo piccole oscillazioni dovute più al sentiment che al mercato vero e proprio. Sul mercato nazionale, i consumi a luglio sono stati molto deboli, sicuramente per un fatto stagionale ma anche molto per la mancanza di stranieri che comunque il burro lo consumano a prescindere dalle temperature. In Germania, invece, a causa del fatto che sono molti i tedeschi che trascorrono le vacanze in patria, è probabile che i consumi ne risentano positivamente.

– Se il listino francese del latte in polvere è rimasto invariato, non è così per quello tedesco che segna un rialzo nello scremato per uso zootecnico e nell’intero, invece sul bollettino olandese in aumento sia l’uso zootecnico che l’alimentare. Malgrado la raccolta di latte sia ancora abbastanza elevata, anche causa climatica visto che in Nord Europa piove un giorno sì e uno no, sono molte le latterie che hanno poca disponibilità o che da qui ad agosto non hanno nessuna disponibilità. Questo ci lascia supporre che al momento sia privilegiata la produzione di formaggio e questo giustificherebbe anche i prezzi alti della crema. Sul mercato le poche offerte restano agli stessi livelli della settimana precedente.

– Calma piatta sull’orizzonte del siero in polvere, sia guardando verso prua che verso poppa.

– Nelle principali Borse Merci italiane, anche questa settimana restano stabili le quotazioni di tutti i formaggi. Quotazioni medie europee in aumento per l’Edamer a 3,00 €/kg, il Gouda a 3,07 €/kg e il Cheddar a 3,05 €/kg, in calo per l’Emmentaler a 4,76 €/kg.


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