Cia – Agricoltori Italiani: “Le nuove norme su fosfiti troppo restrittive rispetto al resto dell’Ue”

Roma – I limiti delle contaminazioni accidentali da fosfiti nelle produzioni biologiche sono stati aggiornati. Le nuove norme, però, non fanno riferimento agli standard europei, molto meno restrittivi. Secondo Cia-Agricoltori Italiani la decisione del Decreto ministeriale appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale e già derogato dal Dl Semplificazione, avrà serie ripercussioni su tutta la filiera biologica, mettendo a rischio di decertificazione in caso di contaminazione accidentale tanti onesti produttori. Il nuovo testo stabilisce infatti il limite inferiore di residuo di acido fosforoso pari a 0,05 mg/kg, al di sopra del quale un prodotto non può essere certificato come biologico, mentre da rilievi fatti in numerose imprese e cooperative produttrici di ortofrutta e vino, sarebbe stato meglio adeguare il limite ai 2mg/kg come avviene nel resto d’Europa. Per l’Associazione di categoria occorre gestire con la massima attenzione un problema che rischia di frenare lo sviluppo di un comparto che vede una continua crescita per la forte domanda dei consumatori. L’obiettivo politico, secondo Cia, deve essere il finanziamento di un progetto scientifico che definisca una metodica analitica in grado di distinguere l’acido fosforoso da fitofarmaci non ammessi nel biologico e di definirne i tempi di degradazione, poiché tali contaminazioni perdurano anche diversi anni dopo l’applicazione nelle colture arboree.


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