Dazi, Assolatte: le più colpite sono le aziende lattiero casearie

Milano – A subire le conseguenze maggiori dei dazi introdotti dagli Usa saranno le aziende del lattiero caseario: su un costo aggiuntivo di 117 milioni di dollari, 60 milioni ricadranno infatti su di loro, per una quota pari al 51% del totale. A precisarlo è stata Assolatte, nel corso dell’audizione sui dazi Usa alla Commissione Agricoltura della Camera, che si è svolta ieri. Il presidente di Assolatte, Giuseppe Ambrosi, esprime forti preoccupazioni: “Per supportare il nostro export occorrono azioni di sistema concentrate prima di tutto sulle aziende che esportano che temono di dover svendere i propri formaggi per far fronte all’aumento delle tariffe e sopravvivere nel mercato americano. Solo così si eviteranno crisi di settore che rischiano di interessare tutti gli altri attori della filiera; dobbiamo sostenere la nostra competitività o il nostro spazio verrà occupato da qualcun altro e sarà allora impossibile tornare indietro”. Secondo Assolatte, il sostegno delle istituzioni nazionali potrebbe concretizzarsi in sistematiche promozioni presso catene distributive e boutique dei formaggi in Usa, che potrebbero non vendere più i formaggi italiani per i rincari causati dai dazi aggiuntivi del 25%. “Se gli esportatori verranno lasciati soli – ha precisato Ambrosi – si bruceranno milioni di dollari di investimenti privati e a vincere sarà l’italian soundig”. Assolatte evidenzia danni legati anche all’incertezza della Brexit: una flessione negativa si è già manifestata nel 2018, quando le vendite casearie in Uk sono calate dell’8%.


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