Dazi Usa: parlano Vacondio (Federalimentare), Ferro (Ice) e De Castro (Commissione agricoltura Ue)

Parma – La notizia della minaccia, da parte del governo americano, di introdurre nuovi dazi sull’import agroalimentare europeo negli Usa circola rapidamente tra i padiglioni di Cibus Connect, rassegna internazionale del food in scena alla Fiera di Parma. Nel corso dei convegni e tra i padiglioni, si esprimono sulla vicenda anche i rappresentanti italiani del comparto, a cominciare da Ivano Vacondio, presidente di Federalimentare, che si dice complessivamente “ottimista”: “Per ora si tratta soltanto di una minaccia. Credo che i nostri ambasciatori siano nelle condizioni di negoziare, anche perché non è possibile che l’Italia perda un partner storico come gli Stati Uniti”. E aggiunge: “Anche se alla fine i dazi annunciati dovessero arrivare, non sarà qualche centesimo in più su ogni singolo prodotto a rovinarci il mercato”. Rassicurante anche il commento di Paolo de Castro, primo vice presidente della Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo: “La sfida aperta dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump sui dazi la possiamo vincere solo a livello europeo. Ma se dovessi scommettere sull’effettivo varo della politica dei dazi Usa, scommetterei personalmente di no”. La speranza di un’intesa è stata avanzata anche dal presidente dell’Ice Agenzia, Carlo Maria Ferro, secondo il quale “bisogna proseguire nel bilateralismo e cercare di accelerare l’accordo commerciale Ue-Usa”. Secondo i dati Ismea, nel 2018 l’export agroalimentare italiano negli Stati Uniti ha raggiunto i 4,25 miliardi di euro. I nuovi dazi Usa potrebbero mettere a rischio esportazioni per un valore di 2,2 miliardi.


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