Ferrero, il report Bbc sul lavoro minorile in Turchia e la minaccia dei retailer australiani

Alba (Cn) – Una nuova sfida per Ferrero. Che oltre a dover fronteggiare i continui attacchi in merito all’utilizzo dell’olio di palma nei propri prodotti, ora deve evitare il rischio di essere ‘bandita’ dall’Australia. Cosa sta succedendo? Recentemente l’emittente britannica Bbc ha diffuso un report in cui si denuncia che, in Turchia, per raccogliere le nocciole vengono impiegati bambini di circa 10 anni, che lavorano fino a 10 ore al giorno per pochi soldi (65 lire, circa 10 euro al giorno, meno della retribuzione minima di 95 lire prevista dalla legge). Dal Paese – che conta 400mila frutteti corilicoli a conduzione familiare – proviene infatti il 75% dell’output mondiale di nocciole. Considerando che circa un terzo viene acquistato dalla Ferrero, alcuni supermercati australiani (Woolworth, Coles e Iga), segnalando di aderire ai protocolli etici che vietano la vendita di prodotti derivanti dallo sfruttamento di minori, hanno chiesto spiegazioni alla multinazionale. Ferrero replica che se “questa complicata catena di approvvigionamento rende difficile accertare da dove provengano le nocciole”, la società si batte da anni per eliminare ogni sfruttamento, impegnandosi nel promuovere sostenibilità nella produzione, attraverso specifiche campagne di sensibilizzazione, programmi di tracciabilità, codici di condotta interna e partnership con organizzazioni come Ilo e Utz. Il piano punta al 100% della tracciabilità delle nocciole entro il 2020, mentre ad oggi la copertura arriva al 39%. Dal 2012, poi, l’azienda ha lanciato in Turchia il programma ‘Farming Values’, con il quale ha finora raggiunto 42mila agricoltori.


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