Il biologico campione di sicurezza

Bologna – I numeri parlano chiaro e confermano ancora una volta che il settore del biologico spicca per sicurezza e rispetto delle norme. Nel corso del 2016, evidenzia una nota di FederBio, l’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari ha svolto 38.756 ispezioni di aziende agricole e alimentari italiane, prelevando 9.554 campioni da sottoporre ad analisi chimiche. Confortanti i risultati per i prodotti biologici (che, nel 2016, sono entrati nel 74% delle case italiane): su nessuno dei 109 campioni di frutta e ortaggi né dei 27 di prodotti lattiero caseari (latte, yogurt, burro, formaggi) è stata trovata la minima traccia di residui di pesticidi né di altre sostanze (additivi, coadiuvanti tecnologici) non ammesse nella produzione biologica. Il dato è particolarmente significativo, se si considera che ben il 9,4% di tutti i campioni prelevati (tra prodotti senza marchio di qualità, prodotti Igp e Dop, vini Igt, Doc e Docg, prodotti biologici) è risultato irregolare, con punte del 25,4% dei campioni di vino, del 6,4% di quelli d’olio, del 4,8% di quelli lattiero caseari e del 13% dell’ortofrutta. Le più frequenti violazioni delle norme alimentari sui prodotti non biologici sono state sofisticazione, uso di conservanti non consentiti, residui di pesticidi non consentiti o oltre il limite, composizione non conforme ai requisiti di legge o a quanto dichiarato in etichetta. Se i dati dei campioni di ortofrutta e lattiero caseari sono particolarmente brillanti, anche i risultati delle ispezioni condotte sulle aziende biologiche risultano incoraggianti: nel 2016 solo il 5,7% dei prodotti delle imprese biologiche ha presentato qualche irregolarità a fonte di una media nazionale registrata nelle imprese agro-alimentari del 23,6%.