Il dado Knorr lascia l’Italia

Milano – Il dado Knorr è pronto a lasciare l’Italia. Unilever, la multinazionale che dal 2000 è proprietaria dello storico brand, ha infatti deciso di cessare la produzione dei classici dadi a Sanguinetto, in provincia di Verona, per spostarla in Portogallo dove il costo del lavoro è inferiore. Lasciando a casa 76 dipendenti, circa la metà di quelli impiegati nello stabilimento. Immediate le proteste dei sindacati, che non si attendevano questa decisione: Cisl, Cgil e Uil hanno già proclamato lo stato di agitazione. Il primo incontro fra azienda e sindacati è stato fissato per il 5 giugno. Nel frattempo, la multinazionale ha avviato la procedura di licenziamento collettivo per i 76 addetti dello stabilimento. Solo un anno fa c’era già stata una vertenza con i sindacati, che aveva portato a 28 uscite, negoziate per andare incontro alle richieste di una riorganizzazione dell’azienda. Commenta Pietro Pellegrini, segretario nazionale Uila: “La scelta di delocalizzare la divisione food, e in particolare la produzione del dado dove il costo del lavoro è più basso, è l’ennesimo caso di scelte prese lontano dai contesti territoriali, che incidono negativamente sul nostro saper fare le produzioni”. Da parte sua la multinazionale, per bocca di Gianfranco Chimirri, direttore comunicazione Unilever Italia, precisa: “Le misure di razionalizzazione produttiva intraprese derivano dalle rilevanti difficoltà riscontrate a livello europeo e italiano nel settore dei dadi da brodo tradizionali, che hanno portato ad una diminuzione del fatturato di più del 10% in due anni”.


ARTICOLI CORRELATI