Italian sounding: per il 66% dei consumatori Usa ‘parmesan’ è un formaggio italiano

Reggio Emilia – Il Consorzio del parmigiano reggiano alza il tiro nella lotta all’italian sounding aperta con gli Stati Uniti e oggetto anche dei negoziati Ttip tra Unione europea e Usa.
L’Ente di tutela rende noti, infatti, gli esiti di una ricerca (sviluppata da Aicod), secondo la quale, per il 66% dei consumatori statunitensi, il termine “parmesan” non è affatto generico, come sostengono le industrie casearie americane, ma identifica un formaggio duro con una precisa provenienza geografica, che il 90% degli intervistati indica nell’Italia. “Abbiamo mostrato agli intervistati due confezioni di “parmesan” made in Usa – spiega il direttore del Consorzio, Riccardo Deserti – di cui una senza richiami all’Italia e l’altra caratterizzata dal tricolore. Già nel primo caso il 38% dei  consumatori ha indicato il prodotto come formaggio di provenienza italiana, ma la situazione è apparsa ancora più grave di fronte alla confezione caratterizzata da elementi di “italian sounding” (ad esempio la bandiera tricolore o monumenti e opere d’arte italiane): in tal caso, infatti, il 67% degli acquirenti americani è convinto di trovarsi di fronte ad autentico prodotto italiano”. La ricerca è stata presentata stamane a Roma (foto) nella sede di Aicig (Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche), alla presenza di Paolo De Castro, relatore per il Ttip alla Commissione agricoltura e sviluppo rurale del parlamento europeo, che ha commentato: “Il tema delle Indicazioni geografiche è basilare in quanto, come più volte ricorda la nostra commissaria Cecilia Malmstrom, senza un avanzamento su questo capitolo non ci sarà accordo”.

 

Nella foto, da sinistra: Paolo de Castro e Riccardo Deserti