Federalimentare: “Le etichette a semaforo conducono a scelte meno salutari”

Roma – L’annuncio Nestlé di adottare Nutriscore (leggi qui) ha suscitato le proteste delle associazioni dell’agroalimentare italiano. I sistemi di etichettatura a semaforo scoraggiano l’acquisto di prodotti ricchi di sale, grassi o zuccheri, in quanto nocivi, ma tra questi figurano gli alimenti tipici della dieta mediterranea. Casi eclatanti sono quelli dell’olio d’oliva e del parmigiano reggiano, bollati come negativi a dispetto della loro qualità e artigianalità. “Questi sistemi, che pretendono di classificare gli alimenti, conducono a scelte meno salutari e non rispettano la dieta mediterranea. Non inducono il consumatore a compiere scelte più salutari, dato che mettono l’accento sui singoli alimenti piuttosto che sull’alimentazione nel suo insieme; una buona dieta si ottiene attraverso un’alimentazione varia e bilanciata, con un’appropriata assunzione di tutti i nutrienti”, commenta Ivano Vacondio, presidente di Federalimentare. “Il consumatore deve essere lealmente informato mentre i semafori sono fuorvianti. Così si segue il modello di dieta seguito negli Usa, dove si concentrano le maggiori percentuali di casi di diabete, obesi e ipertesi al mondo, ‘premiando’ un modello di alimentazione che impiega prodotti di sintesi”, fa eco Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio del parmigiano reggiano.


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