Prosciutto toscano Dop: 1.600 controlli nel 2018, verifiche anche all’estero e sul web

Firenze – Il Consorzio prosciutto toscano Dop fa il punto sulle attività di vigilanza, tutela e salvaguardia della Dop da abusi, concorrenza sleale, contraffazioni, uso improprio della denominazione e comportamenti comunque vietati dalla legge in ogni fase della produzione, della trasformazione e del commercio. “E’ un compito importantissimo”, spiega il presidente Fabio Viani, “che abbiamo preso molto seriamente e che ci ha permesso di verificare negli anni precedenti diversi utilizzi fraudolenti della denominazione allo scopo di promuovere prodotti non Dop soprattutto nei negozi retailer sul territorio italiano, ma anche a livello internazionale dove, per esempio, vi è stato il tentativo di registrazione del marchio toscano da parte di una società in Uruguay che importa salumi dall’Italia e una registrazione in Canada della dicitura prosciutto toscano da parte di un soggetto non autorizzato”. L’attività di vigilanza sta proseguendo secondo le indicazioni impartite dal Mipaaft e dall’Icqrf, l’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti. Nel 2018 sono stati eseguiti circa 1.600 controlli su tutto il territorio italiano, tramite la vigilanza collettiva, grazie alla collaborazione con l’Isit (Istituto salumi italiani tutelati), e in alcuni paesi esteri. L’attività di vigilanza per l’anno 2018 ha interessato più di 1.500 punti di vendita coinvolgendo tutti i canali distributivi. I paesi esteri oggetto dei controlli sono stati Svizzera, Austria, Germania, Inghilterra e Francia per un totale di 296 punti vendita. Inoltre è proseguita anche la vigilanza sul web che ha interessato l’analisi e il controllo di oltre 200 siti. 


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