Sardegna (2), Centinaio: il Consorzio del Pecorino non lavora bene

Roma – “Sarò oggi in Sardegna col presidente Giuseppe Conte, sto prendendo un volo per ragionare insieme con i pastori sardi. Sono totalmente d’accordo con loro, non possiamo pensare che vengano pagati sottocosto”. Così il ministro delle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio (foto), intervenuto questa mattina ai microfoni di Radio Capital, ha commentato cisò che sta accadendo in questi giorni in Sardegna, dove il movimento dei pastori sardi sta inscendando blocchi e manifestazioni e attaccando caseifici e tir (leggi qui). Centinaio ha annunciato anche l’apertura di un Tavolo di filiera a livello nazionale sul pecorino. Il ministro ha poi attaccato il Consorzio di tutela del Pecorino che, a suo dire: “non sta facendo il suo lavoro a tutela dei pastori sardi. Bisogna che il Consorzio cambi mentalità. Qui non è questione di soldi, che servirebbero solo a tamponare l’emergenza, ma di strutturare un rapporto con le aziende di trasformazione che non possono fare formaggi con il latte romeno”. Gioverebbe forse ricordare al ministro Gian Marco Centinaio che scopo di un Consorzio di tutela, e ciò vale anche per il Pecorino Romano e per quello Sardo, è per l’appunto quello della tutela e la massima valorizzazione di un prodotto a denominazione, non quello della difesa per decreto dei redditi degli attori della filiera. Ed è proprio da tale azione che dovrebbe discendere l’aumento della remunerazione del prodotto e della materia prima, per effetto dei buoni risultati ottenuti dal formaggio sul mercato. Nemmeno alle Dop, e ai Consorzi, è dato ancora il potere di ignorare gli andamenti dei mercati. Mentre ai ministri è dato, ad esempio, quello di favorire l’export per questi prodotti, siglando accordi internazionali ed evitando quelle norme (come l’etichettatura di origine) che costituiscono un freno al mercato dei prodotti italiani nel mondo.


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