Terremoto, parmigiano: gara di solidarietà tra i caseifici

Reggio Emilia – Danni alle strutture, al prodotto e, conseguentemente, anche imprevisti problemi finanziari. Mentre prosegue l’attività del Consorzio di tutela per assicurare interventi rapidi a sostegno dei caseifici colpiti dal terremoto del 20 maggio, si fa via via più chiara la situazione relativa alle forme che potrebbero essere state danneggiate. “Prima ancora della conta dei danni, però, in questo momento è importante sottolineare la straordinaria gara di solidarietà che sta caratterizzando tanta parte dei caseifici consorziati. Le forme che sono cadute, ma non hanno subito danni, sono infatti in corso di recupero e proseguiranno la normale stagionatura in altri depositi, reperiti grazie ad un intenso lavoro delle sezioni consortili e alla straordinaria disponibilità messa in atto da tanti altri caseifici. Il Consorzio, nel ringraziare tutti coloro che in queste ore hanno manifestato la propria solidarietà ai produttori del parmigiano reggiano, esprime un particolare ringraziamento proprio ai caseifici consorziati per l’aiuto concreto che stanno offrendo al Consorzio e ai colleghi modenesi, bolognesi e mantovani in un momento così difficile. Anche questa è una dimostrazione evidente del fatto che i produttori agricoli, i caseifici sociali e aziendali sono abituati, prima di tutto, a rimboccarsi le maniche e ad aiutarsi. Certamente rivendicando gli interventi pubblici che debbono scattare in situazioni d’emergenza come questa, ma offrendo innanzitutto segnali di coesione e solidarietà che sono del tutto corrispondenti a quella nobiltà d’origine che il parmigiano reggiano vanta ed interpreta. Con la stessa gratitudine il Consorzio si rivolge a quanti hanno assicurato fiducia all’Ente per la gestione di situazioni gravi rispetto alle quali si sono purtroppo registrati anche tentativi di speculazione, che vengono così stroncati”. E’ quanto si legge in una lunga nota diffusa oggi dai vertici del Consorzio di tutela del parmigiano reggiano. Nello stesso documento, proprio in merito alle possibili speculazioni, alla disponibilità di prodotto e alle voci circolate in queste ore sempre più insistentemente, anche sui mercati esteri, si legge ancora: “E’ bene precisare che le forme danneggiate (circa 150mila) rappresentano solo il 5% della produzione annua. Un solo caseificio ha dovuto interrompere totalmente la produzione ed il latte viene ora trasformato in altre strutture. Gli altri caseifici colpiti (una decina su 380) sono ancora in grado di continuare la produzione. Nonostante gli ingenti danni alle strutture e la perdita di un elevato numero di forme, è in atto un grande sforzo per garantire la produzione e la trasformazione quotidiana del latte”.
(AR)