Ucima: l’Italia del packaging vale 7,85 miliardi di euro

Modena – Quello delle macchine automatiche per il confezionamento e l’imballaggio si conferma uno dei settori più dinamici del made in Italy. Lo evidenziano i dati rilasciati da Ucima, associazione di categoria, che evidenzia d’incrementi sostenuti tanto in Italia, quanto sui mercati internazionali. Le macchine packaging crescono nove volte più del Pil italiano. Con il giro d’affari generato dai costruttori di soluzioni automatiche per il confezionamento, a registrare un ulteriore sviluppo del 9,4%, raggiungendo i 7,85 miliardi di euro. Il comparto, costituito da 631 aziende, è anche il primo per quota sull’export totale dei beni strumentali (24,4%). Nel 2018, le vendite sul mercato nazionale sono state pari a 1,6 miliardi di euro, in crescita del 10,7% sull’anno precedente. Mentre quelle all’estero hanno oltrepassato i 6 miliardi di euro, con un tasso di crescita del 9%. Prima destinazione oltreconfine è la Ue, che assorbe il 38,1% (2.050 milioni di euro) del fatturato totale. A seguire, con un’incidenza del 19% sul giro d’affari, l’Asia, che a valore ha registrato 1.024 milioni di euro, seppur in calo dell’8% sul 2017. Il mercato Nordamericano chiude il podio, grazie a vendite per 741,3 milioni di euro (la quota sul totale è 13,8%) e un incremento del 25% sui precedenti 12 mesi. Il food & beverage si conferma il primo cliente del comparto, andando a coprire il 55,3% del volume d’affari. “La battuta d’arresto registrata nei primi tre mesi dell’anno nella raccolta ordini ci fa essere molto prudenti nel far previsioni sull’anno in corso”, dichiara il presidente di Ucima, Enrico Aureli. “Visto il miglioramento della raccolta ordini nel secondo trimestre, prevediamo però il mantenimento degli ottimi livelli di business raggiunti lo scorso anno o un lieve incremento”.


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