Ue: due studi della Commissione sull’indicazione d’origine in etichetta

Bruxelles – La Commissione europea ha recentemente avviato due studi sull’indicazione d’origine obbligatoria. A darne notizia è Assocaseari, secondo cui le due indagini riguarderanno rispettivamente: gli alimenti non trasformati, gli alimenti composti da un unico ingrediente e quelli in cui l’ingrediente principale costituisce più del 50% del prodotto; il latte, il latte utilizzato come ingrediente nei latticini e i tipi di carne diversi da quelle ovine, suine, caprine, bovine e del pollame (“altri tipi di carne”). Ai sensi dell’art. 26, par. 5, del reg. 1169/2011, la Commissione è infatti tenuta a presentare al Parlamento Europeo e al Consiglio relazioni sull’indicazione obbligatoria del paese d’origine o del luogo di provenienza per tali alimenti entro il 13 dicembre 2014. Le relazioni, che si baseranno anche sui risultati degli studi in questione, potranno contenere eventuali proposte che prevedano l’obbligo d’indicazione di origine per i prodotti citati. Il primo studio, che dovrebbe svolgersi tra marzo e aprile, prenderà in considerazione l’intera filiera, concentrandosi in particolare su alcuni prodotti: farina, riso, legumi, vegetali congelati, frutta/verdura tagliata, nonché zucchero, olio vegetale (diverso dall’olio di oliva), frutta o verdure trasformate o utilizzate in altri prodotti a base di frutta o verdure, e farina usata, ad esempio, nel pane o nella pasta. Il secondo studio si baserà sull’esame di alcuni casi specifici in singoli stati membri (tra i quali l’Italia) per ciò che concerne il latte, mentre si fonderà su un’analisi generale del mercato per quanto riguarda la produzione, trasformazione, importazione/esportazione e consumo degli altri tipi di carne.