Ue: più flessibilità nella promozione del vino

Bruxelles (Belgio) – Il budget europeo per la promozione del vino, pari a 300 milioni di euro, diventa più flessibile. I player più importanti sono Italia, Francia e Spagna. Mentre il nostro paese è stato risparmiato dai dazi di Trump, così non è stato per Parigi (ma si è salvato lo Champagne) e Madrid, che infatti hanno chiesto a gran voce una maggior flessibilità nella promozione per bilanciare le penalizzazioni. Il comitato di gestione vini dell’Ue ha introdotto due importanti novità: sarà possibile elevare il tetto del cofinanziamento Ue fino al 60% degli investimenti previsti in promozione (prima era al 50%, ma Francia e Spagna chiedevano fino al 100%). E poi, seconda novità, sarà eliminato il vincolo dei cinque anni, definito con una nota interpretativa della stessa Commissione Ue del gennaio 2018, che si riferisce alla promozione in un mercato al massimo per un quinquennio. Dopodiché sarebbe stato obbligatorio cambiare paese target per non perdere i fondi Ue. Con le nuove norme, invece, sarà possibile puntare a un mercato anche per più di cinque anni, cercando di consolidare un mercato strategico come quello americano. “Siamo molto soddisfatti”, ha commentato il presidente della sezione vino di Alleanza delle cooperative italiane, Luca Rigotti, “anche perché ci siamo molto battuti per la cancellazione del vincolo dei cinque anni. L’esperienza infatti ci ha insegnato che per ottenere risultati tangibili con le iniziative di promozione occorrono investimenti più a lungo termine”.

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